{"id":646,"date":"2020-06-20T16:14:30","date_gmt":"2020-06-20T16:14:30","guid":{"rendered":"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/?page_id=646"},"modified":"2020-06-24T08:38:02","modified_gmt":"2020-06-24T08:38:02","slug":"psicanalisi-e-fisica-quantistica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/index.php\/altri-scritti\/psicanalisi-e-fisica-quantistica\/","title":{"rendered":"Psicanalisi e fisica"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-gb646-69ed2bb7c99f8\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-gb646-69ed2bb7c99f8-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb646-69ed2bb7c99f8-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb646-69ed2bb7c99f8-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><h3 class=\"widget-title\">Fabio Uccelli &#8211; Psicanalisi e Fisica Quantistica: l&#8217;universo bi-logico<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><strong>ABSTRACT<\/strong><br \/>\nGli ultimi sviluppi della psicanalisi offrono una interessante conferma dell&#8217;esistenza di una &#8220;doppia logica&#8221; nella struttura della psiche e quindi dell&#8217;universo cui apparteniamo (che, come sappiamo, presenta caratteristiche contemporaneamente computazionali e non computazionali). Ci rifeririamo agli studi del grande psicanalista Ignazio Matte Blanco, che \u00e8 riuscito, dopo l&#8217;analisi di migliaia di pazienti, a formulare le leggi dell&#8217;inconscio e le sue relazioni con la coscienza, e a ritrovarvi le caratteristiche suaccennate, che sono le stesse descritte dalle leggi della Fisica Quantistica.<\/p>\n<p><strong>PSICHE E CERVELLO<\/strong><br \/>\nDa Freud fino a Melanie Klein la psicanalisi \u00e8 stata fortemente influenzata dalla psicologia e quasi per niente dalla neurofisiologia, come se la psiche di ciascun uomo fosse una realt\u00e0 a s\u00e9 stante, una &#8220;emergenza&#8221; non collegata col suo cervello. La scienza ci dice invece che qualunque realt\u00e0 mentale, indipendentemente dalle tendenze materialistiche o spiritualiste di ciascuno di noi, non pu\u00f2 non essere ferreamente ancorata al corpo fisico, finch\u00e9 questo \u00e8 vivo. Per cui, ogni patologia neurotica o psicotica deve avere un corrispettivo fisico, cerebrale, e deve necessariamente interessare le aree neuroniche ove sono racchiuse le rappresentazioni disposizionali (1) che dai primi archetipi emozionali e dalle prime rielaborazioni mentali &#8211; che si ipotizzano derivati ambedue da stilemi ritmo-sonici (2) &#8211; fino alle ultime percezioni sensorio-emozionali ricevute, raccolgono le vicende di tutta la vita. Anzi, dovremo necessariamente ammettere che \u00e8 proprio la perturbazione di queste aree neuroniche, dovuta a traumi pregressi o attuali, la causa ultima di varie patologie. Nelle persone normali, non soggette a patologie cerebrali, i meccanismi di acquisizione, rielaborazione, richiamo di emozioni, sono svolti notoriamente sotto il controllo delle sinapsi, che ordinano le singole esperienze sensorio-emozionali e consentono la necessaria intersecazione e connessione dei vari circuiti neuronici atta al loro richiamo a livello cosciente o al loro automatico inserimento nel livello subconscio. In caso di patologia, evidentemente, questo controllo cessa o si riduce, permettendo anomali e non volontari &#8220;travasi&#8221; di percezioni emozionali tra i livelli conscio e subconscio (se non addirittura con l&#8217;inconscio). Certamente, \u00e8 difficile stabilire univocamente se l&#8217;inizio della patologia \u00e8 in un danno neurofisiologico o se un conflitto all&#8217;interno della psiche possa causare esso stesso il danno e solo immediatamente dopo riflettersi neurofisiologicamente; in ogni caso, \u00e8 assolutamente certo che un riscontro a livello neurofisiologico deve necessariamente sussistere.<\/p>\n<p><strong>IL PENSIERO DI MATTE BLANCO<\/strong><br \/>\nMatte Blanco (3,4) definisce &#8220;modi d&#8217;essere della psiche&#8221; il conscio (o coscienza), il preconscio, il subconscio, l&#8217;inconscio affiorante, l&#8217;inconscio profondo: la psiche pu\u00f2 partecipare alternativamente dell&#8217;uno o dell&#8217;altro modo a seconda delle situazioni in cui si trova; inoltre, egli afferma che le realt\u00e0 (emozionali e razionali) contenute nei vari modi d&#8217;essere possono riversarsi a ritroso dall&#8217;ultimo modo al primo, quando &#8211; durante gli stati psicotici &#8211; vengano meno le &#8220;resistenze interne&#8221;, le &#8220;barriere psichiche&#8221; (che nel collegamento cerebrale corrispondono alle barriere sinaptiche). Inoltre, come sappiamo, egli dice che la psiche, che si riflette nella mente umana, segue sempre una BI-LOGICA, costituita contemporaneamente da una &#8220;logica ASIMMETRICA&#8221; e da una &#8220;logica SIMMETRICA&#8221;. La mente umana, quando sviluppa un pensiero razionale a livello conscio, segue la logica asimmetrica, costituita essenzialmente:<\/p>\n<ul>\n<li>dal sillogismo logico (logica formale aristotelica)<\/li>\n<li>dalla legge di causa ad effetto<\/li>\n<li>dal concetto di &#8220;maggiore&#8221; o &#8220;minore&#8221;<\/li>\n<li>dal binomio antinomico vero-falso, etc.<\/li>\n<li>dalla &#8220;divisione&#8221; della realt\u00e0 in parti comprensibili e analizzabili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quando invece partecipa, con la psiche, del modo di essere inconscio, essa rifiuta tutto questo, non segue sillogismi che facciano derivare qualcosa da qualcos&#8217;altro o che implichino divisione o differenza, e segue la logica simmetrica, che consiste:<\/p>\n<ul>\n<li>nella uguaglianza (e non derivazione) dei termini di ogni sillogismo<\/li>\n<li>in nessuna esistenza di cause da cui derivino effetti, ma semmai, di effetti &#8220;causa delle cause&#8221; (circolarit\u00e0)<\/li>\n<li>niente &#8220;maggiore&#8221; e &#8220;minore&#8221;: se A &gt; B, contemporaneamente B &gt; A<\/li>\n<li>niente antinomia vero-falso.<\/li>\n<li>in nessuna divisione razionale della realt\u00e0 in parti, ma ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;parte di un tutto&#8221; \u00e8 contemporaneamente &#8220;tutto di una parte&#8221;, cio\u00e8 &#8220;parte&#8221; e &#8220;tutto&#8221; coincidono nella cosidetta &#8220;totalit\u00e0 indivisibile&#8221;.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La psiche, quindi, in tutti i suoi modi d&#8217;essere, segue la bi-logica (asimmetrica e simmetrica). Ora, sempre secondo Matte Bianco, la modalit\u00e0 precipua del manifestarsi delle patologie dell&#8217;inconscio \u00e8 quella della &#8220;generalizzazione&#8221;, per cui si passa alla coincidenza delle &#8220;parti&#8221; (costituite da singoli sottoinsiemi di realt\u00e0 razionali ed emozionali ivi contenute) con il &#8220;tutto&#8221; (o totalit\u00e0 indivisibile, costituita dalla fusione in un unico blocco di ogni punto-evento spaziotemporale vissuto dalla psiche) attraverso classi di insiemi via via pi\u00f9 generali, che tendono a divenire (proprio mediante il principio di generalizzazione) come quelli definiti in matematica da Dedekind, INSIEMI INFINITI.<br \/>\nNaturalmente, ciascuno dei &#8220;modi d&#8217;essere&#8221; della psiche fruisce della b\u00ec-logica, anche se con differenti rapporti di asimmetrico\/simmetrico: praticamente si va dalla &#8220;zero simmetria&#8221; del conscio (o coscienza) quando \u00e8 pervaso dal pensiero razionale, alla &#8220;zero asimmetria&#8221; dell&#8217;inconscio profondo quando non analizzato razionalmente. Certo, non sempre il conscio \u00e8 necessariamente legato al pensiero razionale: \u00e8 sicuramente possibile aver coscienza di realt\u00e0 non razionali, non computazionali, che possono essere analizzate e descritte (ma non razionalmente interpretate e spiegate!) per cui, talvolta, si pu\u00f2 avere parziale &#8220;simmetria&#8221; anche nel conscio. Come pure, sussiste la possibilit\u00e0 &#8211; come abbiamo visto &#8211; di analisi razionale dell&#8217;inconscio profondo mediante il principio di generalizzazione (insiemi infiniti), al limite del computazionale, con introduzione di parziale asimmetria. Sempre secondo Matte Bianco, quando la generalizzazione delle classi realizza la condizione di &#8220;infinit\u00e0&#8221; degli insiemi, si ha nella mente il contatto supremo tra logica asimmetrica e logica simmetrica.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;EQUIVALENZA TRA PSICANALISI E FISICA QUANTISTICA<\/strong><br \/>\nCome dicevamo, Matte Bianco (e la maggioranza degli psicanalisti odierni che ne seguono le linee) hanno ritrovato sperimentalmente nei modi d&#8217;essere della psiche l&#8217;esistenza di una bi-logica, di una doppia logica, la asimmetrica (che per noi \u00e8 la logica razionale, computazionale) e la simmetrica (equivalente per noi alla logica del non computazionale(*), a-razionale). Addirittura, la logica simmetrica da lui enunciata ha una singolare affinit\u00e0 con la legge di &#8220;non localit\u00e0&#8221; spazio-temporale(**), appartenente alla fisica quantistica, legge che definisce e descrive (ma non interpreta razionalmente, cosa impossibile) il comportamento dei quanti, di certe propriet\u00e0 delle particelle elementari, di certe propriet\u00e0 della materia stessa (elettroni, ma anche intere parti delle molecole, quando entrano nel cosiddetto &#8220;stato correlato coerente&#8221;). La legge di &#8220;non localit\u00e0&#8221; (5) \u00e8 alla base dell&#8217;universo non computazionale.<br \/>\nNaturalmente, per noi, nessuna meraviglia. Se il nostro universo ha una doppia compresente strutturazione (sia razionale-computazionale, che a-razionale-non computazionale) \u00e8 evidente che tutte le realt\u00e0 che lo partecipano (e quindi anche ogni cellula, ogni formazione nervosa, ogni neurone, ogni attivit\u00e0 sinaptica etc) dovranno possedere tale doppia strutturazione, con tutte le possibili interferenze e inferenze tra l&#8217;una e l&#8217;altra. Per questo, dato che ogni &#8220;pulsione&#8221; psichica deve avere un &#8220;corrispettivo&#8221; a livello neurofisiologico, la doppia strutturazione si riflette automaticamente su tutte le &#8220;emergenze&#8221; che &#8211; quali la psiche &#8211; debbono aver sede, o almeno riferimento, nel corpo umano, nel suo cervello, nel suo sistema nervoso. Ci\u00f2 porta ad ammettere che ogni &#8220;moto&#8221; dell&#8217;inconscio debba essere in relazione con un &#8220;moto&#8221; o modificazione delle sequenze di connessione delle singole rappresentazioni disposizionali che immagazzinano le varie realt\u00e0 ivi contenute: durante un fenomeno psicotico le connessioni improvvisamente &#8220;impazziscono&#8221;, cadono le &#8220;barriere sinaptiche&#8221;, viene consentito il travaso l&#8217;una nell&#8217;altra delle rappresentazioni disposizionali finora rigidamente isolate in appositi circuiti neuronici, e tutto ci\u00f2 in maniera non computazionale, quasi si formasse un unico stato correlato coerente di parti delle molecole appartenenti ai circuiti neuronici non pi\u00f9 &#8220;isolati&#8221;. Certo, tutto deve essere reversibile: al cessare del fenomeno psicotico, dovrebbe tornare la normalit\u00e0. Ma durante il fenomeno, se avviene, come pensa Matte Blanco, la &#8220;generalizzazione&#8221; delle classi di insiemi e il formarsi di &#8220;insiemi infiniti&#8221;, questa deve necessariamente applicarsi a classi di sottoinsiemi di rappresentazioni disposizionali neuroniche, che, anche se in numero finito, possono tendere asintoticamente a valori infiniti aggregandosi &#8211; in maniera non computazionale &#8211; in insiemi sempre diversi e sempre variabili, fino a quella che, come abbiamo visto, Matte Bianco chiama &#8220;totalit\u00e0 indivisibile&#8221; realizzata soltanto dal puro modo simmetrico, ove ogni asimmetria (barriera) \u00e8 caduta. Certamente, per tornare al &#8220;contatto&#8221; tra logica asimmetrica e logica simmetrica, un numero tendente all&#8217;infinito di insiemi di elementi numericamente finiti ma sempre variabili (quali sono i gruppi di rappresentazioni disposizionali che, quando si va verso lo stato psicotico, si presentano e si aggregano ormai in maniera via via priva di &#8220;barriere&#8221;) \u00e8 sempre qualcosa di computazionale (e quindi di \u201casimmetrico\u201d), che per\u00f2 diviene completamente non computazionale quando si realizza in tutte le rappresentazioni disposizionali la &#8220;totalit\u00e0 indivisibile&#8221; della logica puramente simmetrica.<\/p>\n<p>La legge di simmetria matteblanchiana coincide con grande evidenza con la legge di &#8220;non localit\u00e0&#8221; spazio-temporale: tutte le particelle in stato correlato non vivono realt\u00e0 divise, ma formano, come negli stati psicotici che seguono la generalizzazione, delle &#8220;totalit\u00e0 indivisibili&#8221; in cui tutto e parte coincidono; lo stato correlato, come lo stato psicotico che segue la legge di simmetria, si manifesta improvvisamente senza alcuna causa n\u00e9 spaziale n\u00e9 temporale, in esso non si trovano elementi che diano luogo a situazioni in cui l&#8217;uno sia maggiore dell&#8217;altro, l&#8217;uno sia vero e l&#8217;altro falso, l&#8217;uno derivi dall&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>LA NEUROFISIOLOGIA PSICANALITICA<\/strong><br \/>\nOra, noi pensiamo che la psicanalisi di Matte Bianco possa gettare luce anche sui meccanismi neurofisiologici: ma sarebbe opportuno modificare l&#8217;attitudine degli psicanalisti a isolarsi dai neurofisiologi, e occorrerebbe creare una &#8220;neurofisiologia psicanalitica&#8221;, ove si potessero estendere e applicare all&#8217;esame della psiche i risultati delle metodologie di analisi cerebrale introdotte per mezzo delle moderne macchine (ad es., elettroencefalografo collegato con macchina a risonanza magnetica nucleare &#8211; EEG+NMR). Oggi, le attuali ricerche di neuro-imaging combinano tra loro pi\u00f9 metodi di indagine sui processi mentali al fine di costruire una neuroanatomia funzionale valida anche per gli esami psichici. Al termine di questa &#8220;messa a punto&#8221; della metodologia, \u00e8 ipotizzabile la possibilit\u00e0 di utilizzo di questi metodi combinati di indagine durante le stesse sedute psicanalitiche. In quella sede, si dovrebbe chiaramente constatare sullo schermo, col progredire dello stato psicotico, il fenomeno dell&#8217;allargamento delle zone cerebrali interessate, causato dalla progressiva eliminazione dell&#8217;azione delimitante della &#8220;asimmetria&#8221;, che sempre meno impedisce l&#8217;invasione generalizzata della &#8220;simmetria&#8221; tendente alla distruzione di ogni struttura.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>(*) &#8211; La mente umana \u00e8 in possesso, come sappiamo, della qualit\u00e0 razionale, con la quale svolge funzioni di analisi e di computo; gli algoritmi matematici e le teorie matematiche della Fisica ne sono un esempio. Ma la qualit\u00e0 razionale ha dei limiti: \u00e8 presente, sia nella mente che nell&#8217;ambiente esterno, la qualit\u00e0 a-razionale, non computazionale, per la quale sussistono fatti e dinamiche illustrabili, classificabili, riproducibili, ma non &#8220;razionalmente interpretabili&#8221;, su cui non pu\u00f2 essere fatta alcuna teoria matematica computazionale e nessuna analisi mediante calcolatore, per il semplice fatto che manca la possibilit\u00e0 di effettuare procedure algoritmiche conoscibilmente valide (come stabilisce il famoso Teorema di Godel, che ha rivoluzionato il nostro modo &#8220;razionale&#8221; di pensare). Tra i principali problemi matematici non computazionali citeremo il decimo problema di Hilbert sulle equazioni diofantee, le cui soluzioni sono state recentemente dimostrate non sistematicamente ottenibili con algoritmi matematici n\u00e9 con programmi di calcolo elettronico; il problema -computazionalmente insolubile &#8211; della &#8220;tassellatura&#8221;, cio\u00e8 della ricerca algoritmica di forme geometriche definite in grado di coprire un piano euclideo senza lasciarvi vuoti; l&#8217;impossibilit\u00e0 di calcolare la radice quadrata dei numeri negativi. Tra le principali fenomenologie non computazionali citiamo il comportamento anomalo dei quanti (che possono contemporaneamente viaggiare in direzioni diverse e &#8220;ruotare&#8221; in sensi diversi; gli stati sovrapposti del fotone; la coerenza quantlstica; gli stati correlati degli elettroni nei superconduttori; la trasformazione degli elettroni in onde di materia fluttuanti all&#8217;interno della propria orbita atomica; il comportamento anomalo delle cosidette particelle elementari e sopratutto dei quark.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>(**) &#8211; E&#8217; un fenomeno non razionalizzabile caratteristico delle dinamiche della meccanica quantlstica, per cui azioni tra luoghi distanti &#8211; che normalmente avvengono in tempi e spazi diversi &#8211; avvengono invece nello stesso tempo e conspazialmente. Questo fenomeno \u00e8 presentato dai quanti, da protoni o altre particelle, da elettroni, da interi atomi, da parti di molecole aventi due possibili stati morfologici (ad esempio, le proteine neuroniche &#8220;tubulina alfa&#8221; e &#8220;tubulina beta&#8221;, che differiscono solo per l&#8217;orientamento spaziale di parte della molecola), i quali talvolta vengono emessi e\/o si presentano in modo correlato (&#8220;entangled&#8221;). Il modo correlato consiste in uno &#8220;stato di sovrapposizione&#8221; che attribuisce contemporaneamente, ai vari enti sopraelencati, propriet\u00e0 normalmente antagoniste, quali ad es. velocit\u00e0 in due o pi\u00f9 diverse direzioni, spin (rotazione) destrorsa e sinistrorsa, orientamenti spaziali in direzioni diverse, propriet\u00e0 corpuscolari spazialmente definite che si trasformano in onde di materia stazionarie e fluttuanti con continuit\u00e0 (elettroni nelle proprie orbite atomiche o nei circuiti superconduttori). Ci\u00f2 fu intuito (e rifiutato) dai fisici Einstein, Podolsky, Rosen (le esperienze compiute, che indicavano questo comportamento, furono da allora dette &#8220;EPR&#8221;, dalle iniziali dei loro cognomi). Al contrario, Niels Bohr afferm\u00f2: &#8220;&#8230;anche se due fotoni (correlati) si trovassero su due diverse galassie, continuerebbero a rimanere pur sempre un unico ente, e l&#8217;azione compiuta su uno di essi avrebbe effetti istantanei anche sull&#8217;altro&#8230;&#8221;. La disputa termin\u00f2 nel 1982, con gli esperimenti di Alain Aspect che dimostrarono inconfutabilmente la giustezza delle suelencate propriet\u00e0 della meccanica quantlstica.<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA<\/p>\n<p>1 &#8211; A.R. DAMASIO: &#8220;L&#8217;errore di Cartesio&#8221; Ediz.Adelphi, Milano 1995<br \/>\n2 &#8211; F. UCCELLI: &#8220;La musica all&#8217;origine della conoscenza umana&#8221; Ediz. PLUS &#8211; Universit\u00e0 di Pisa, Pisa 2002<br \/>\n3 -1. MATTE BLANCO : &#8220;L&#8217;inconscio come insiemi infiniti &#8211; Saggio sulla bilogica&#8221; Ediz. EINAUDI, Torino 2000<br \/>\n4 &#8211; M. TURNO : &#8220;Inconscio e matematica&#8221; &#8211; Ediz. TEDA, Castrovillari 1990<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb646-69ed2bb7c99f8-1\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb646-69ed2bb7c99f8-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb646-69ed2bb7c99f8-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-button panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-button so-widget-sow-button-atom-f54c0409268f-646\"\n\t\t\t\n\t\t><div class=\"ow-button-base ow-button-align-center\"\n>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/index.php\/altri-scritti\/\"\n\t\t\t\t\tclass=\"sowb-button ow-icon-placement-left ow-button-hover\" \t>\n\t\t<span>\n\t\t\t\n\t\t\tIndietro\t\t<\/span>\n\t\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ABSTRACT Gli ultimi sviluppi della psicanalisi offrono una interessante conferma dell&#8217;esistenza di una &#8220;doppia logica&#8221; nella struttura della psiche e quindi dell&#8217;universo cui apparteniamo (che, come sappiamo, presenta caratteristiche contemporaneamente computazionali e non computazionali). 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