{"id":490,"date":"2020-05-31T14:34:23","date_gmt":"2020-05-31T14:34:23","guid":{"rendered":"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/?page_id=490"},"modified":"2020-05-31T16:42:20","modified_gmt":"2020-05-31T16:42:20","slug":"prima-parte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/index.php\/la-musica-allorigine-della-conoscenza-umana\/prima-parte\/","title":{"rendered":"Parte 1\u00b0: Il Percipiente"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-gb490-69dee0ad26b00\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><h3 class=\"widget-title\">1.1 &#8211; Una questione di linguaggio<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>La comunicazione tra esseri umani si basa sulla esistenza di un linguaggio comune che permette lo scambio di emozioni e di concetti razionali elaborati dai singoli. Il livello di comunicazione pu\u00f2 essere molto diverso: si va dal semplice scambio di opinioni o di rapporti emotivi comuni, fino al pi\u00f9 profondo e complesso modo di scambiarsi messaggi scientifici o artistici di altissimo livello. La conoscenza del linguaggio \u00e8 assolutamente necessaria per comprendere appieno i messaggi che gli individui desiderano scambiarsi. Questo, valido per la normale vita di relazione, \u00e8 ugualmente valido nel campo artistico, dato che ogni manifestazione ed espressione artistica \u00e8 essenzialmente comunicazione di messaggi di un uomo verso altri uomini. Difatti, \u00e8 impossibile concepire una opera d&#8217;arte senza ipotizzare l&#8217;esistenza e la possibile comprensione di un messaggio in essa contenuto, cosa che presuppone l&#8217;esistenza di un linguaggio comune tra l&#8217;artista e coloro che si avvicinano alla sua opera; questo linguaggio, necessariamente, va rivelato, studiato, compreso a pieno: solo dopo potremo capire l&#8217;opera d&#8217;arte. E&#8217; assolutamente impossibile pensare ad un rapporto individuale tra ciascun fruitore e l&#8217;opera d&#8217;arte: essa pu\u00f2 dare sensazioni e suggestioni che possono indurre erroneamente il fruitore a credere di averla compresa anche senza conoscerne coscientemente il linguaggio (e perci\u00f2 indurlo a credere di poterne fare a meno).<\/p>\n<p>Questa situazione \u00e8 frequente, purtroppo, nella Musica, che \u00e8 forse la pi\u00f9 &#8220;malcompresa&#8221; tra le Arti. In realt\u00e0, per parlare di linguaggio, occorre che questo sia condiviso e compreso da molte persone contemporaneamente, in modo che ciascuno possa trovare anche negli altri le necessarie conferme del &#8220;suo&#8221; sentire; certo, nel caso delle Arti, un linguaggio, per poter essere classificato &#8220;universale&#8221;, cio\u00e8 &#8220;di tutti&#8221;, dovrebbe potersi basare su un livello culturale medio tale da garantirne una acquisizione ad alti standard, mentre pu\u00f2 darsi che la differenza di livello culturale tra le persone influenzi il grado di comprensione e renda difficoltoso il dialogo tra fruitori in cerca di conferme. Comunque, l&#8217;opera d&#8217;arte poggia la sua universalit\u00e0, e l&#8217;essere riconosciuta tale, proprio sulla certezza di una individuazione univoca dovuta alla sua formulazione in un linguaggio comune a un gran numero di persone. Come sappiamo, oggi la Filosofia della Scienza tenta di ricondurre ad una unit\u00e0 le numerose e ampie divaricazioni necessariamente provocate dall&#8217;estremo sviluppo e approfondimento delle singole branche della scienza: analogamente, deve essere ricostituita (e ricondotta ad unica genesi) l&#8217;unit\u00e0 di espressione del linguaggio umano nelle diverse attivit\u00e0 di tutto lo scibile, e sopratutto nelle Arti. Questo porta al mistero della Musica, alla necessit\u00e0 di trovare le radici del suo modo di esprimere un messaggio nelle stesse radici di espressione del linguaggio delle Arti Figurative, della Letteratura, della Poesia. L&#8217;uomo \u00e8 sempre lo stesso, le modalit\u00e0 di espressione dovute alla sua precipua e particolare costituzione sono sempre le stesse, qualunque messaggio o contenuto emozionale voglia o debba inviare ai suoi simili, anche nel &#8220;momento assoluto&#8221; della creazione artistica.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, \u00e8 opportuno investigare la struttura del cervello umano e cercare di comprendere le modalit\u00e0 di acquisizione e di razionalizzazione degli elementi di realt\u00e0 comuni, che sono alla base della formazione del linguaggio e quindi della capacit\u00e0 stessa di comunicazione tra gli esseri umani; troveremo che tale struttura \u00e8 realizzata in modo da favorire l&#8217;impianto e il successivo riutilizzo di &#8220;percezioni emozionali originarie&#8221;(che noi denomineremo &#8220;archetipi&#8221;) contenenti sia la base dei pi\u00f9 profondi sentimenti che delle pi\u00f9 elevate astrazioni razionali dell&#8217;uomo.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-1\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child\" data-index=\"1\" ><h3 class=\"widget-title\">2.1 &#8211; Struttura, funzioni e topografia celebrale nell&#8217;uomo<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana; font-size: large;\">L&#8217;uomo \u00e8 dotato <\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana;\"><b>(<\/b><a name=\"Biblio 01-01\"><\/a><a href=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/italiano\/conoscenza.html#Biblio 01-01\"><b>1<\/b><\/a><b>, <\/b><a name=\"Biblio 02-01\"><\/a><a href=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/italiano\/conoscenza.html#Biblio 02-01\"><b>2<\/b><\/a><b>)<\/b><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana; font-size: large;\"> di un <i>sistema nervoso centrale<\/i> e di uno <i>periferico<\/i>. Il sistema nervoso centrale<i> <\/i><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana;\"><i><b>(fig.1)<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana; font-size: large;\"> comprende il cervello propriamente detto costituito dal complesso dei due emisferi cerebrali destro e sinistro <i>(cerebrum)<\/i> strettamente collegati dal <i>corpo calloso,<\/i> il <i>diencefalo<\/i> col <i>talamo<\/i> e <i>l&#8217;ipotalamo, <\/i>il <i>mesencefalo,<\/i> il <i>midollo allungato,<\/i> il <i>cervelletto (cerebellum)<\/i> e il <i>midollo spinale.<\/i><\/span><\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-1-0-1\" class=\"so-panel widget widget_text\" data-index=\"2\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-494\" src=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1.jpg\" alt=\"Topografia cerebrale\" width=\"530\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1.jpg 530w, https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/1-300x294.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-1-0-2\" class=\"so-panel widget widget_text\" data-index=\"3\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana; font-size: large;\">Il sistema nervoso periferico \u00e8 costituito dall&#8217;insieme di tutti i nervi e le terminazioni nervose che si irradiano in ogni recesso del corpo umano. Tramite l&#8217;interconnessione dei sistemi nervosi centrale e periferico \u00e8 assicurato il pi\u00f9 completo collegamento di ogni punto del corpo umano con il cervello: impulsi e stimoli possono essere cos\u00ec trasmessi, sia dal cervello al corpo che viceversa, in tempi brevissimi. Inoltre, cervello e corpo sono anche connessi chimicamente: il cervello emette ormoni e peptidi che, immessi nel sangue, possono rapidamente raggiungere il corpo tramite il circuito arterioso-venoso e trasmettergli e riceverne segnali.<\/p>\n<p>Le cellule nervose, o neuroni, costituenti il sistema nervoso, si raccolgono in corpi cellulari di diversa struttura: distinguiamo la corteccia cerebrale e cerebellare, in cui dette cellule sono disposte a strati, e i nuclei grandi e piccoli (il <i>caudato,<\/i> il <i>putamen,<\/i> il <i>globus pallidus, <\/i>l&#8217;<i>amigdala,<\/i> il <i>talamo,<\/i> il <i>locus niger,<\/i> il <i>nucleus ceruleus),<\/i> in cui le cellule sono disposte in gruppi ellissoidici di varie dimensioni. Nel corso dell&#8217;evoluzione umana si \u00e8 formata prima la struttura in gruppi (regione subcorticale); successivamente la corteccia limbica (che partecipa del sistema limbico, col <i>giro del cingolo,<\/i> l&#8217;<i>amigdala,<\/i> il <i>prosencefalo basale);<\/i> e in ultimo la <i>neocorteccia<\/i> (detta anche <i>neopallio).<br \/>\n<\/i><br \/>\nTanto le cellule nervose stratificate che quelle disposte in gruppi formano la cosiddetta &#8220;sostanza grigia&#8221;, dalla quale escono le fibre nervose (o &#8220;sostanza bianca&#8221;) necessarie per la interconnessione dei vari sistemi. Le fibre nervose, dette &#8220;assoni&#8221; <\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana;\"><i><b>(fig.2)<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana; font-size: large;\"><i><b>,<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,verdana; font-size: large;\"> sono dei filamenti che originano dal corpo cellulare (soma) e costituiscono i \u201ccavi\u201d di trasmissione dei messaggi neuronali. Gli assoni possono percorrere dei tragitti pi\u00f9 o meno lunghi, terminando in un\u2019altra struttura del sistema nervoso centrale (assoni brevi) oppure uscire da esso e, riuniti in fasci (nervi), raggiungere un \u201cbersaglio\u201d \u2013 per esempio, una fibra muscolare \u2013 nel corpo (assoni lunghi). Dal soma neuronale originano anche altri prolungamenti, detti \u201cdendriti\u201d, che hanno tragitti molto brevi e servono a connettere tra loro i neuroni circumvicini. Quando un assone contatta la sua struttura-bersaglio (un altro neurone, una fibra muscolare, un dendrita, una cellula ghiandolare, etc.) si ha una \u201csinapsi\u201d. Anche i dendriti terminano con delle sinapsi, in genere sulla superficie del corpo di altri neuroni. Esistono, tuttavia, tutte le possibilit\u00e0 di interconnessione, e cio\u00e8 sinapsi asso-somatiche, asso-assoniche, asso-dendritiche, e dendro-dendritiche, cosicch\u00e8 il tessuto nervoso \u00e8 un immenso \u201ctelaio\u201d di reti sinaptiche o di complesse \u201creti neuronali\u201d.<\/span><\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-1-0-3\" class=\"so-panel widget widget_text\" data-index=\"4\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-498\" src=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Image26.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Image26.jpg 568w, https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Image26-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-1-0-4\" class=\"so-panel widget widget_text panel-last-child\" data-index=\"5\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Si stima in varie centinaia di migliaia di chilometri la lunghezza totale degli assoni e dendriti formanti i circuiti neuronici di un sistema nervoso umano. . Nel cervello umano sono presenti dai 10 ai 100 miliardi di neuroni, che si interconnettono tramite le sinapsi; il suo funzionamento provoca la &#8220;attivazione&#8221; dei neuroni, durante la quale vengono emessi i &#8220;neurotrasmettitori&#8221;, sostanze chimiche particolari che possono essere immesse nel circolo arterioso-venoso, quali ad esempio la serotonina, la dopamina, la noradrenalina, la acetilcolina, che trasducono il segnale neuronale in un evento elettrochimico, detto \u201ctrasmissione sinaptica\u201d. Ogni neurone ha mediamente 1000 sinapsi (eccezionalmente, anche 5-6.000), per cui il livello generale di interconnessione reciproca non risulta molto elevato: questo fa s\u00ec che tale interconnessione interessi solo neuroni contigui, non molto distanti gli uni dagli altri, per cui, qualunque segnale un singolo neurone attivato possa (con emissione di neurotrasmettitore) inviare, esso viene recepito solo da un gruppo relativamente piccolo di neuroni, che possono attivarsi anch&#8217;essi (sinapsi &#8220;forte&#8221;) o smorzare il segnale (sinapsi &#8220;debole&#8221;). Il risultato di tutto ci\u00f2 \u00e8 che l&#8217;intero gruppo di cui il neurone fa parte decide effettivamente le attivazioni, e pu\u00f2 influenzare o meno altri gruppi di neuroni.<\/p>\n<p>Si delinea cos\u00ec una architettura cerebrale composta di sistemi di gruppi di neuroni interconnessi mediante sinapsi, in cui ciascun gruppo contribuisce alla attivazione del sistema a seconda della posizione occupata nel sistema rispetto al segnale primitivo inviato dal singolo neurone attivato: il cervello \u00e8 come un &#8220;supersistema di sistemi&#8221; in cui si possono distinguere diversi livelli di architetture neurali che vanno dai singoli neuroni ai circuiti locali (gruppi) e che interessano via via i nuclei subcorticali e le regioni corticali.<\/p>\n<p>Questi risultati, dovuti alle ricerche neurobiologiche degli ultimi cinquanta anni, dimostrano la non veridicit\u00e0 delle precedenti ipotesi della frenologia, secondo cui si avrebbe nel cervello una localizzazione ben definita delle funzioni, e quindi esisterebbero dei &#8220;centri&#8221; preposti a queste singole funzioni (ad esempio, la visione, il linguaggio, il comportamento, il ragionamento, etc). Le funzioni vanno invece attribuite a numerosi e singoli sistemi interconnessi, il cui diverso e variabile livello di interconnessione &#8220;produce&#8221; le varie funzioni mentali che noi classifichiamo discrezionalmente come attivit\u00e0 separabili: della vecchia idea frenologica si salva forse solo la constatazione che la localizzazione del neurone o del gruppo di neuroni attivati che riceve o che produce il primo stimolo, nel sistema che svolge una certa funzione, pu\u00f2 essere determinante al pari della struttura (e delle relative interconnessioni) del sistema cui appartiene; ma non dimentichiamoci che lo stesso sistema pu\u00f2 svolgere funzioni mentali diverse, a seconda delle diverse interconnessioni. Perci\u00f2 ciascuna funzione mentale non \u00e8 strettamente localizzabile n\u00e9 attribuibile ad un singolo gruppo di neuroni, e neppure ad una singola unit\u00e0 cerebrale.<br \/>\nPurtuttavia sussiste una certa asimmetria di funzioni tra i due emisferi cerebrali, destro e sinistro (3), nel senso che ciascuno di essi \u00e8 interconnesso con sistemi e gruppi di neuroni che svolgono attivit\u00e0 affini. Ci\u00f2 \u00e8 stato rilevato da numerose esperienze compiute sopratutto su chi ha sub\u00ecto lesioni in uno dei due emisferi. L&#8217;emisfero sinistro sembra pi\u00f9 analitico, e presiede particolarmente alle attivit\u00e0 del linguaggio, della scrittura fonetica, del ritmo, della classificazione di suoni e colori, del calcolo logico-matematico. L&#8217;emisfero destro, invece, prevale nelle attivit\u00e0 dell&#8217;analisi visiva e spaziale (riconoscimento e riproduzione di figure), in alcuni aspetti della espressione musicale (tonalit\u00e0, timbro, elaborazione armonica), nella scrittura ideografica. E&#8217; da notare inoltre che negli uomini le differenze e le asimmetrie funzionali sono molto pi\u00f9 evidenti che nelle donne, nelle quali eventuali lesioni cerebrali producono effetti meno accentuati.<br \/>\nI due emisferi formano, come dicevamo, il complesso chiamato cerebrum; sotto di essi, al centro e in posizione posteriore, il cerebellum o cervelletto; vedremo in seguito una differenza funzionale estremamente interessante che distingue il cerebrum dal cervelletto; ma fin d&#8217;ora possiamo notare che il numero di neuroni e di sinapsi del cervelletto \u00e8 dello stesso ordine di quello del cerebrum: si parla di circa 30 miliardi di neuroni per il cervelletto, nonch\u00e8 di un numero di sinapsi quasi pari a quello dei neuroni del cerebrum. Inoltre sembra che il cervelletto presieda alle attivit\u00e0 autonome (e forse alle attivit\u00e0 inconscie) del nostro sistema nervoso.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-2\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-2-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-2-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child\" data-index=\"6\" ><h3 class=\"widget-title\">2.2 &#8211; Struttura fine dei neuroni e delle sinapsi<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>\u00c8 della massima importanza analizzare la struttura dei neuroni, dato che ad essa \u00e8 associata una fondamentale ipotesi (Penrose) &#8211; che vedremo in seguito &#8211; riguardante il fenomeno della coscienza nell&#8217;uomo. I neuroni sono assimilabili ciascuno a singole cellule, malgrado la loro notevole dimensione lineare. Come le cellule (ma anche come l&#8217;ameba, il paramecio, e altri individui monocellulari), sono provviste di &#8220;citoscheletro&#8221;, struttura assai complessa e dalle funzioni molteplici. Questa struttura (1) funziona da &#8220;sistema nervoso&#8221; e da &#8220;sistema di controllo&#8221; della cellula, e pu\u00f2 favorire il trasporto di singole molecole da un punto ad un altro dello stesso citoscheletro. E&#8217; interessante notare che ciascun neurone risulta quindi provvisto di un proprio &#8220;sistema nervoso&#8221; in grado di marcarne l&#8217;autonomia e di ampliarne e integrarne le funzioni.<\/p>\n<p>Il citoscheletro, all&#8217;interno del neurone, \u00e8 costituito da fasci di piccolissimi tubicini (2), detti microtubuli, associati ad actina e a filamenti organici destinati a tener assieme l&#8217;intera struttura (fig.3).<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-2-0-1\" class=\"so-panel widget widget_text\" data-index=\"7\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-502\" src=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Image27.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Image27.jpg 530w, https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Image27-259x300.jpg 259w\" sizes=\"auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-2-0-2\" class=\"so-panel widget widget_text panel-last-child\" data-index=\"8\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Ciascun microtubulo, che pu\u00f2 raggiungere lunghezze dell&#8217;ordine di qualche millimetro, ha un diametro interno di circa 14 nanometri ed esterno di 25 (un nanometro = un miliardesimo di metro); le sue pareti sono formate da proteine chiamate &#8220;tubuline&#8221; (chimicamente dette &#8220;dimeri&#8221; e formate da due parti distinte: alfa-tubulina e beta-tubulina) capaci di esistere in almeno due conformazioni (commutabili) differenti, a seconda dello stato di polarizzazione elettrica della proteina medesima (2, 3). Lo stato di polarizzazione elettrica pu\u00f2 venire influenzato, da sostanze vicine alla proteina, tramite le forze di van der Waals (momenti di dipolo elettrico) che tali sostanze posseggono. Inoltre, i microtubuli possono accorciarsi e allungarsi, e favorire il trasporto di neurotrasmettitori lungo il loro dorso esterno.<\/p>\n<p>Le sinapsi, luoghi di interconnessione e intersecazione tra assoni e terminazioni dendritiche, hanno una particolare conformazione: una spina dendritica, costituita da una protuberanza in cui sono presenti filamenti di actina contrattile collegata con i microtubuli della dendrite, penetra nel bottone di interconnesione dell&#8217;assone ed entra in collegamento coi suoi microtubuli tramite i detti filamenti e le clatrine (specie di trimeri proteici dalla funzione ancora ignota presenti nel bottone) (4); il controllo della attivit\u00e0 pi\u00f9 o meno &#8220;forte&#8221; delle sinapsi si pensa dovuto alla interazione clatrine-filamenti di actina.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-3\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-3-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-3-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"9\" ><h3 class=\"widget-title\">3.1 &#8211; Formazione di immagini mentali &#8211; Il pensiero<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Il pensiero viene generalmente considerato come il risultato di una attivit\u00e0 cerebrale volta a realizzare un susseguirsi logico di immagini mentali (1, 2, 3), intendendo per immagini mentali realt\u00e0 non solo visive ma anche olfattive, sonore, tattili, gustative. E&#8217; caratteristico del concetto di &#8220;mente cosciente&#8221; concepirla sorretta da un sistema neurale in grado di darsi delle &#8220;configurazioni&#8221; stabili (memorizzabili) che possano venire articolate in un discorso congruente da parte dei &#8220;centri di apprendimento e di rielaborazione&#8221; cerebrali. Naturalmente, perch\u00e9 si possa parlare di mente cosciente e pensante, occorre che il processo cognitivo abbracci l&#8217;intero corpo, che \u00e8 capace appunto di proporre le varie immagini. In effetti, l&#8217;interazione corpo-cervello si avvale sia del meccanismo dei nervi (per cui le terminazioni nervose trasmettono segnali da tutto il corpo al cervello e viceversa) sia, in contemporanea, del sistema arterioso-venoso che trasporta in ogni parte del corpo, tramite il sangue, segnali chimici provenienti dai neuroni e costituiti da ormoni e neurotrasmettitori. Quindi, le basi per un continuo e reale collegamento corpo-cervello ci sono; questo permette il susseguirsi delle immagini mentali (4, 5). Occorre, naturalmente, analizzarne le modalit\u00e0 di formazione e registrazione. Successivamente vedremo come vengono registrate le emozioni, che, se fissate nel periodo prenatale (emozioni primarie), sono addirittura le prime realt\u00e0 su cui si basano le immagini mentali.<\/p>\n<p>Per quanto concerne i segnali inviati dal cervello al corpo, abbiamo esaminato il meccanismo, che prevede un supersistema di sistemi, in cui gli stimoli, in partenza da un ristretto numero di neuroni, possono venire o amplificati (e interessare zone via via pi\u00f9 ampie), o bloccati e smorzati (con la mancata riemissione di neurotrasmettitori) da parte dei neuroni successivamente attivati per mezzo delle sinapsi. Viceversa, per quanto concerne invece i segnali inviati dal corpo al cervello, sembra che le terminazioni nervose captino e ritrasmettano tutti gli stimoli ricevuti senza che vi sia attenuazione o blocco, se non cosciente; gli stimoli vengono ricevuti da zone ben determinate del cervello, all&#8217;interno delle cortecce cerebrali (cortecce sensitive, dette \u201cspecifiche\u201d o \u201cprimarie\u201d), ove giungono i segnali dovuti alla visione, all&#8217;udito, al gusto, all&#8217;olfatto, alla tattilit\u00e0.<\/p>\n<p>Recenti studi indicano anche che l&#8217;insieme dei segnali, che viaggiano nell&#8217;uno o nell&#8217;altro senso, non si arresta nelle &#8220;stazioni&#8221; di arrivo, ma vIene riflesso all&#8217;indietro, e non solo al termine del viaggio, ma anche durante il cammino, man mano che raggiunge regioni neuroniche diverse che deve necessariamente attraversare: \u00e8 dall&#8217;insieme di questo flusso e riflusso continuo che verrebbero estratte e via via aggiornate le immagini mentali.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-4\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-4-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-4-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"10\" ><h3 class=\"widget-title\">3.2 &#8211; Sistemi di registrazione delle emozioni: Le rappresentazioni disposizionali &#8211; Le zone di convergenza<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Per essere memorizzate, le immagini mentali debbono necessariamente corrispondere a delle modificazioni biologiche permanenti di circuiti neuronici(o neurali). Successivamente, i centri mentali dell&#8217;apprendimento potranno richiamare alla coscienza tali immagini riattivando le connessioni neurali con i circuiti che hanno sub\u00ecto la modificazione. Ma solo le &#8220;percezioni sensorio-emozionali&#8221;, in quanto sensazioni corporee fisicamente determinate, possono indurre delle modificazioni permanenti nei microscopici circuiti neurali: le immagini mentali sono quindi una ritrasmissione, a livello cosciente organizzato, delle modificazioni strutturali neuroniche indotte dalle percezioni emozionali. Naturalmente, il termine &#8220;percezioni emozionali&#8221; \u00e8 qui usato nella sua pi\u00f9 vasta e completa accezione, che comprende ogni acquisizione cosciente (o inconscia) di nozioni sensoriali (*). Una &#8220;percezione sensorio-emozionale&#8221; pu\u00f2 provenire dall&#8217;interno o dall&#8217;esterno del corpo e consiste nel riflesso a livello neurofisiologico di un evento capace di essere captato dai sensi e dalle terminazioni nervose dell&#8217;uomo, inducendo una modificazione strutturale permanente o temporanea di un circuito neuronico. Notiamo anche che ogni percezione contiene una &#8220;informazione&#8221;, contenuta nella realt\u00e0 che la provoca, comprendente la strutturazione logico-fisica di detta realt\u00e0: vedremo in seguito che \u00e8 proprio questa &#8220;informazione strutturata&#8221; che nell&#8217;uomo primitivo determin\u00f2 e fece sviluppare gli strumenti atti alle future elaborazioni razionali (neocorteccia) e che oggi, rivelata e assimilata dai centri di apprendimento della mente, contribuisce alla acquisizione delle capacit\u00e0 razionali del fanciullo.<\/p>\n<p>E&#8217; da tener presente che ogni sistema di analisi dell&#8217; &#8220;informazione&#8221; necessita di operazioni computazionali di tipo algebrico e algoritmico; i neuroni di certe zone cerebrali (emisfero sinistro del cerebrum) possono fungere da unit\u00e0 di calcolo e memorizzare le parti logico-matematico-fisiche delle emozioni. Si \u00e8 pure ipotizzato che anche i dimeri di tubulina dei microtubuli possano efficacemente svolgere questa funzione (operando un cambiamento di configurazione geometrica), data la enorme quantit\u00e0 di dimeri presenti (valutata in dieci milioni di dimeri per ogni singolo neurone).<\/p>\n<p>Ora, il meccanismo della modificazione strutturale dei circuiti neuronici (causata dalle percezioni emozionali) consiste nella formazione di &#8220;rappresentazioni disposizionali&#8221; di schemi di connessione delle attivit\u00e0 neuroniche, topograficamente organizzate e permanenti: a tali attivit\u00e0 possono, naturalmente, partecipare contemporaneamente pi\u00f9 gruppi di neuroni, a seconda dei diversi organi del corpo che ricevono le percezioni emozionali.<br \/>\nCome immaginarci le &#8220;rappresentazioni disposizionali&#8221;? Un circuito neurale, sotto l&#8217;azione dello stimolo percettivo emozionale, assume una diversa configurazione, che viene memorizzata; ci\u00f2 pu\u00f2 consistere semplicemente in una modificazione della geometria di costituenti molecolari (che possono poi tornare &#8220;a riposo&#8221;, ovvero &#8211; su richiamo &#8211; nuovamente nella posizione modificata).<\/p>\n<p>Per ribadire l&#8217;importanza delle rappresentazioni disposizionali baster\u00e0 osservare che esse &#8220;rappresentano&#8221; il corpo nei confronti della mente: per mezzo di loro la mente &#8220;sente&#8221; il corpo con tutte le variet\u00e0 e sfumature delle percezioni sensoriali che riceve dall&#8217;interno o dall&#8217;esterno di esso. E&#8217; opportuno notare inoltre che una percezione emozionale viene &#8220;metabolizzata&#8221; da pi\u00f9 circuiti neurali appartenenti ai diversi organi che l&#8217;hanno percepita, per cui dobbiamo obbligatoriamente presupporre anche l&#8217;esistenza di &#8220;zone di convergenza&#8221; (piccoli insiemi di neuroni), cui fanno capo le diverse configurazioni permanenti (rappresentazioni disposizionali) indotte nei circuiti neurali dei diversi organi (1, 2, 3).<\/p>\n<p>Praticamente, una &#8220;zona di convergenza&#8221; \u00e8 da considerarsi come costituita da un insieme di sinapsi che raccolgono e ricompongono la percezione emozionale mediata dalle numerose rappresentazioni disposizionali di neuroni formate nelle parti del sistema nervoso interessate dallo stimolo percettivo medesimo. La zona di convergenza pu\u00f2 venire anch\u2019essa stimolata e attivata, e mediante le sinapsi, pu\u00f2 raggiungere le rappresentazioni disposizionali; esse, una volta ricomposte e riattivate, sono in grado di evocare e ritrasmettere nuovamente le emozioni che i centri dell&#8217;apprendimento forniranno alla mente cosciente sotto forma di immagini mentali. Recenti studi (4) mostrano che i centri dell&#8217;apprendimento capaci di riproporre immagini mentali sono ubicati nelle cortecce sensoriali associative, le quali, sotto lo stimolo di una nuova percezione o di un ricordo, riescono a riattivare il complesso delle zone preposte alla ricerca e alla individuazione di quelle rappresentazioni disposizionali che, come dicevamo, sono state impresse sotto forma di organizzazione topografica neurale di modificazioni strutturali permanenti dovute a ciascuna percezione emozionale. Oggi si pensa che l&#8217;intera conoscenza (non solo emozionale) dell&#8217;uomo sia racchiusa nelle rappresentazioni disposizionali neuroniche, anche se \u00e8 ancora oggetto di studi il meccanismo che provoca il loro richiamo, che si ritiene dovuto non solo a stimoli esterni, ma ad una attivit\u00e0 autonoma della mente cosciente, e sopratutto del subconscio, come vedremo in seguito.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-5\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-5-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-5-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"11\" ><h3 class=\"widget-title\">3.3 &#8211; Circuiti neurali innati e circuiti modificabili. Emozioni primarie e secondarie<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Abbiamo visto che il cervello \u00e8 composto di zone evolutivamente pi\u00f9 antiche (chiamate anche zone paleocorticali) e zone pi\u00f9 recenti (zone neocorticali). E&#8217; di grande importanza esaminare se nel patrimonio genetico umano ci sono i presupposti per la creazione &#8220;automatica&#8221; di circuiti neurali (che poi provocheranno la instaurazione di &#8220;rappresentazioni disposizionali&#8221;) nell&#8217;una e nell&#8217;altra zona. Molti studi di neurobiologia indicano che l&#8217;intero genoma umano non \u00e8 sufficiente a localizzare con esattezza i singoli elementi del nostro organismo, n\u00e8, a maggior ragione, del nostro cervello. In effetti, noi possediamo un assieme genico stimabile attorno alle 100.000 unit\u00e0, quando le sole sinapsi del nostro sistema nervoso principale (comprendente anche il cervello) superano sicuramente i 10.000 miliardi di unit\u00e0. Questo ci conduce ad affermare con certezza che i geni attualmente a nostra disposizione possono consentire la creazione automatica &#8220;innata&#8221; soltanto di assai pochi circuiti neurali, mentre la maggior parte di essi verr\u00e0 realizzata attraverso l\u2019interazione continua con l\u2019ambiente e le relative elaborazioni mentali dovute alle percezioni emozionali acquisite nel corso della nostra vita.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 i geni dovrebbero &#8220;pilotare&#8221; la creazione di circuiti neurali? La risposta \u00e8 assai semplice: ci sono funzioni basilari comuni a tutti gli esseri viventi che solo per via genetica possono essere trasmesse in maniera uguale ed uniforme. Ad esempio, le funzioni vitali (respiratoria, cardiaca, nutrizionale, metabolica), le funzioni riproduttive (sessuali), le funzioni di sopravvivenza (difesa interna &#8211; da malattie; difesa esterna &#8211; da ostilit\u00e0 di viventi o ambientali) debbono ovviamente essere presiedute da circuiti neurali (e relative rappresentazioni disposizionali) innati e non modificabili, in grado di mettere in moto reazioni comportamentali simili per tutte le specie viventi: ora, mentre il cervello utilizza &#8220;tecnicamente&#8221; questi circuiti neurali innati per il mantenimento della vita propria e dell&#8217;essere cui appartiene, nel caso umano, la comparsa della &#8220;mente cosciente&#8221;, cio\u00e8 di un quid cui non \u00e8 associata solo una generica &#8220;coscienza&#8221; della realt\u00e0 esterna, ma anche la consapevolezza di s\u00e8 (la &#8220;autocoscienza&#8221;), fa s\u00ec che questi circuiti neurali innati siano presenti nel cervello e partecipino alla attivit\u00e0 della mente anche quali &#8220;costituenti di emozioni primarie&#8221; (1) (ad esempio, il battito del cuore nelle sue diverse attuazioni, \u00e8 sorgente di &#8220;emozione primaria&#8221;).<\/p>\n<p>Queste emozioni &#8220;primarie&#8221;, registrate sotto forma di rappresentazioni disposizionali, assieme a quelle acquisite durante la vita, potranno fornire la base, prima strutturale e poi culturale, della razionalit\u00e0 consapevole. Si sa che questi circuiti sono situati nel midollo allungato e nell&#8217;ipotalamo (funzioni vitali e di sopravvivenza) e nel sistema limbico (istinti, pulsioni di risposta, emozioni), che peraltro contiene anche circuiti modificabili: sono proprio i circuiti modificabili a fissare la sequenza di esperienze e situazioni diverse che l&#8217;essere umano incontra nella propria vita; detti circuiti formano, tramite le sinapsi, rappresentazioni disposizionali permanenti diverse ogni volta che subiscono una modificazione ad opera delle varie esperienze; l&#8217;insieme delle rappresentazioni disposizionali costituisce il know-how a disposizione della mente per innestarvi sopra il processo razionale.<\/p>\n<p>I circuiti neurali innati del sistema limbico (che peraltro sono in stretto collegamento con quelli che presiedono le funzioni vitali e di sopravvivenza) contengono evidentemente la chiave di risposta delle reazioni emotive individuali dovute a situazioni particolari di pericolo, di paura, di emergenza: abbiamo appunto chiamato &#8220;emozioni primarie&#8221; quelle percezioni emozionali che si servono di detti circuiti per realizzare rappresentazioni disposizionali permanenti inscindibilmente collegate a quelle situazioni, e per mezzo delle quali l&#8217;uomo in seguito avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di effettuare (per confronto) il riconoscimento cosciente delle singole percezioni e predisporre la conseguente reazione. L&#8217;amigdala e il cingolato anteriore sembrano essere le sedi principali cui confluiscono i segnali provenienti da tali circuiti.<\/p>\n<p>I circuiti neurali modificabili sono invece in stretta relazione con le cosidette &#8220;emozioni secondarie&#8221; (2): stavolta, le rappresentazioni disposizionali che ne derivano, fissano, come dicevamo, i momenti percettivo-emozionali transitori che la vita ci presenta istante per istante. E&#8217; da tener presente che molto spesso esse sono dovute a interazioni precipue tra situazioni nuove ed emozioni primarie, per cui sussiste sovente coinvolgimento di circuiti innati (e quindi ancora dell&#8217;amigdala e del cingolato), ma stavolta non solo: le emozioni secondarie, nella loro articolazione e modulazione anche razionalizzata e cosciente, partecipano inoltre di rappresentazioni disposizionali che hanno sede nelle cortecce cerebrali superiori (prefrontali e somatosensitive). La mente quindi sembra cominciare a strutturarsi proprio nel controllo e nella elaborazione razionale delle emozioni secondarie, nonch\u00e8 nelle modalit\u00e0 di attuazione della &#8220;risposta emotiva&#8221; che interesser\u00e0 eventualmente l&#8217;intero organismo umano.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-6\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-6-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-6-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"12\" ><h3 class=\"widget-title\">3.4 &#8211; Il circuito di By-Pass e il richiamo emozionale<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>E proprio la risposta emotiva che segue sia la ricezione di una nuova percezione emozionale, sia il suo richiamo tramite i centri mentali dell&#8217;apprendimento, ci offre l&#8217;opportunit\u00e0 di analizzare una ipotesi molto fondata espressa di recente. Come abbiamo visto, l&#8217;interconnessione tra cervello e corpo, tramite l&#8217;intero sistema nervoso centrale e periferico, \u00e8 estremamente complessa e completa; la percezione e acquisizione di una emozione secondaria, cui segue una risposta emotiva elaborata dalla mente, in genere interessa l&#8217;intero assieme cervello-corpo. Ma abbiamo anche constatato che i circuiti neuronici via via attivati riemettono segnali &#8220;all&#8217;indietro&#8221;, di &#8220;retroazione&#8221;, con successivo ritorno, quasi a innescare una &#8220;vibrazione permanente di risonanza&#8221; che dura sino al termine dell&#8217;acquisizione della percezione emozionale e della sua eventuale risposta emotiva.<br \/>\nOra, questi segnali riemessi all&#8217;indietro possono interessare sia l&#8217;intero sistema dei circuiti neuronici, sia soltanto parte di essi: si pu\u00f2 cio\u00e8 attivare un &#8220;circuito di by-pass risonante&#8221; che esclude le parti del sistema periferico pi\u00f9 collegate ai visceri, alle articolazioni, e ai sistemi sensorii del corpo umano, fino ad arrivare ad un by-pass quasi esclusivamente realizzato nel cervello, e particolarmente nelle formazioni neuroniche contenenti le rappresentazioni disposizionali create dalle singole percezioni emozionali, senza arrivare a partecipare direttamente i singoli sensi tramite i quali i segnali emozionali sono stati realmente percepiti.<\/p>\n<p>Il circuito di by-pass (1) \u00e8 detto anche circuito &#8220;come se&#8221;, perch\u00e9 consente la partecipazione mentale di una emozione primaria o secondaria (e\/o di loro rielaborazioni mentali) &#8220;come se&#8221; fosse attivato l&#8217;intero circuito corporeo che le percep\u00ec per la prima volta. Questo meccanismo di by-pass cerebrale si attiverebbe, su richiesta della mente cosciente, in special modo durante la rivisitazione intensa di una emozione precedentemente provata, o anche semplicemente durante il suo ricordo, con intensit\u00e0 differente a seconda del livello neurale di instaurazione del by-pass medesimo.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-7\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-7-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-7-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"13\" ><h3 class=\"widget-title\">3.5 &#8211; Il sentimento<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Vediamo in ultimo come la moderna neurobiologia concepisce il sentimento (1) (&#8220;emozione prolungata&#8221;) in rapporto con le singole percezioni emozionali che lo hanno generato. Come abbiamo detto, le emozioni sono contenute e raffigurate nell\u2019insieme delle rappresentazioni disposizionali generate dai circuiti neuronici che le hanno recepite tramite i meccanismi percettivo-sensorii propri del corpo umano. Ora, emozioni della stessa famiglia e riferentesi tutte ad una stessa situazione, anche se raccolte in tempi diversi, danno origine a rappresentazioni disposizionali molto simili, quasi modulate, che si accumulano nel tempo e formano un patrimonio emozionale congruente che pu\u00f2 essere richiamato da immagini mentali suscitate da ricordi o stimoli esterni: l&#8217;assieme di queste &#8220;emozioni modulate&#8221;, cos\u00ec tornate alla coscienza, genera nella mente e nel corpo uno stato complessivo che chiamiamo &#8220;sentimento&#8221;, o anche &#8220;stato d&#8217;animo&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-8\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-8-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-8-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"14\" ><h3 class=\"widget-title\">4.1 &#8211; Acquisizione delle qualit\u00e0 emozionali e razionali. Fenomeni mentali connessi con l&#8217;attivit\u00e0 razionale. La conoscenza<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Abbiamo visto i circuiti neurali che fissano le percezioni emozionali e la possibilit\u00e0 da parte dei centri mentali di richiamarle, anche attraverso circuiti di by-pass: ecco, la caratteristica dell&#8217;essere umano dell&#8217;ultima generazione (homo sapiens) consiste nell&#8217;aver acquisito la cosidetta &#8220;razionalit\u00e0&#8221; tramite le suddette percezioni (1) : infatti, la zona neocorticale si \u00e8 via via come autostrutturata su di esse, analizzandole, ricavandone il contenuto computazionale matematico-fisico, e in ultimo imparando a ricostruirle razionalmente dalle singole rappresentazioni disposizionali immagazzinate, afferenti i diversi sensi che le hanno percepite, secondo schemi che riconosciamo sottoposti ad una logica univoca. La funzione ha creato l&#8217;organo. Ma vediamo pi\u00f9 in dettaglio in qual modo la specie vivente ha acquisito gli strumenti per l\u2019utilizzo e per l\u2019estrinsecazione delle qualit\u00e0 emozionali e razionali, e come ha realizzato gli organi fisiologici necessari a tali funzioni.<\/p>\n<p>La prima cellula \u201cvivente\u201d si \u00e8 potuta definire cos\u00ec (e quindi differenziare dalle macromolecole \u201cnon viventi\u201d) perch\u00e9 fin dall\u2019inizio era provvista delle capacit\u00e0 di \u201cconservare\u201d per un certo tempo la propria struttura (vita) e di \u201criprodursi\u201d, utilizzando e inglobando molecole non viventi, allo scopo di realizzare cellule simili a se stessa che potessero continuare il processo vitale anche dopo la sua \u201cdestrutturazione\u201d (morte). Ma tale cellula \u201csapeva\u201d di vivere?<\/p>\n<p>La scienza contemporanea pi\u00f9 avanzata (come vedremo in seguito) ipotizza un piccolissimo \u201cgrado di coscienza\u201d anche per tale cellula, correlandone il grado di coscienza ai \u201cgradi di libert\u00e0\u201d posseduti, che sono ben limitati. Ad ogni modo, le interazioni di tale cellula vivente con l\u2019ambiente cui apparteneva, erano gi\u00e0 di carattere \u201cpercettivo-emozionale\u201d: stimoli di tipo acustico o elettromagnetico la colpivano, per avvertirla sul quando e sul come realizzare le sue funzioni elementari, o per ucciderla. Ecco quindi che ogni forma di vita successivamente sempre pi\u00f9 \u201corganizzata\u201d (cio\u00e8 provvista di singoli, diversi e sempre pi\u00f9 strutturati organi funzionali) si \u00e8 scontrata sempre con un ambiente esterno ricco di segnali passibili di \u201cpercezione emozionale\u201d: per questo, milioni di anni fa, le prime forme animali viventi (oltretutto in possesso di \u201cgradi di libert\u00e0\u201d ben maggiori della singola cellula) si dotarono di strumenti e organi in grado di captare questi elementi capaci di suscitare \u201cemozioni\u201d (e nei loro cervelli comparvero le strutture ellissoidiche, quali talamo, ipotalamo, amigdala, etc, che abbiamo precedentemente visto), e ci\u00f2 allo scopo di assicurarsi una sopravvivenza, un certo \u201cstile di vita\u201d, la possibilit\u00e0 di riprodursi e e di aggregarsi in famiglie (riconoscersi), prima di morire. Si pu\u00f2 veramente affermare che la funzione ha creato l\u2019organo, cio\u00e8 le necessit\u00e0 funzionali legate al loro tipo di vita hanno realizzato gli organi capaci di conservarla: senza la captazione delle \u201cpercezioni emozionali\u201d provenienti dall\u2019ambiente circostante (e lo sviluppo dei relativi organi), non ci sarebbe stata difesa n\u00e9 conservazione della propria specie, e neppure sarebbero comparse le prime specie viventi organizzate.<br \/>\nNaturalmente, se la prima cellula era in possesso di un \u201cgrado di coscienza\u201d elementare, ben maggiore esso doveva essere nelle specie viventi pi\u00f9 evolute, man mano che aumentava la complessit\u00e0 delle situazioni da risolvere e man mano che aumentavano i \u201cgradi di libert\u00e0\u201d connessi con l\u2019incremento della vita di relazione. Quindi, l\u2019aumento del grado di coscienza \u00e8 elemento essenziale che affianca le capacit\u00e0 di captazione e di \u201cmetabolizzazione\u201d delle percezioni emozionali nell\u2019essere vivente.<br \/>\nMa quando compare la razionalit\u00e0, e perch\u00e9? La risposta pi\u00f9 logica \u00e8 che il meccanismo di \u201cformazione di organi\u201d originato dalle percezioni emozionali sia continuato ancora e abbia provocato la comparsa e la formazione della corteccia cerebrale: infatti, le \u201cemozioni\u201d, percepite come tali da un essere vivente, in realt\u00e0 sono causate, come abbiamo detto, da stimoli e segnali che contengono delle informazioni provenienti dall\u2019universo che li ha generati, e che consistono in strutture ondulatorie (onde elastiche ed elettromagnetiche) e in funzioni matematico-fisiche a loro associate, che oggi, con la nostra mente, consideriamo perfettamente comprensibili e descrivibili con modelli razionali, computazionali e algoritmici. Ebbene, noi riteniamo che ancora una volta la funzione ha creato l\u2019organo: per recepire fino in fondo la parte strutturante computazionale matematico-fisica delle percezioni emozionali, si sono formate le strutture le strutture cerebrali della paleocorteccia e in seguito della neocorteccia, costruite nell\u2019unico modo possibile per determinarne la acquisizione e quindi la comprensione.<\/p>\n<p>Ora, se la nascita della razionalit\u00e0 \u00e8 dovuta alle percezioni emozionali, ad essa dovr\u00e0 necessariamente seguire una &#8220;coscienza della propria razionalit\u00e0&#8221;, condizione indispensabile per la successiva realizzazione della mente razionale cosciente (e preconscia), cio\u00e8 di ci\u00f2 che viene normalmente denominato &#8220;mente&#8221;, che per noi consiste nell&#8217;atto continuato volontario della razionalit\u00e0 cosciente (e preconscia) volto ad acquisire, elaborare, accumulare &#8220;conoscenza&#8221;. Naturalmente, anche le caratteristiche computazionali, gli schemi logici vengono assimilati e memorizzati (probabilmente allo stesso modo delle percezioni emozionali), di modo che \u00e8 possibile richiamarli e utilizzarli di continuo in quella che abbiamo chiamato &#8220;attivit\u00e0 razionale cosciente e preconscia&#8221;: praticamente, noi apprendiamo dalle percezioni emozionali la logica del loro manifestarsi, che \u00e8 insita in esse; la mente (2), utilizzando parti cerebrali appartenenti all&#8217;ultimo stadio evolutivo (la neocorteccia), riesce ad astrarne questa logica che poi utilizzer\u00e0 in circuiti di by-pass ristrettissimi e solo a lei destinati.<br \/>\nLa conoscenza comincia qui: come abbiamo detto, si tratta di togliere alle percezioni emozionali la parte emozionale, per ritrovare e utilizzare per una strutturazione fisiologica lo scheletro logico che necessariamente hanno, dato che, in ultima analisi, sono figlie di realt\u00e0 esterne sottoposte a ben precise leggi fisico-chimiche universali che ubbidiscono ad una logica strutturale comune. Ad esempio, una percezione emozionale &#8220;sonora&#8221; quale un improvviso tuono, o un urlo, etc, ha origine e si trasmette mediante onde elastiche che hanno ben determinate caratteristiche matematico-fisiche derivanti dal mezzo di propagazione: esiste una struttura ondulatoria avente una frequenza d&#8217;onda numericamente ben definita, descrivibile con equazioni differenziali che la nostra mente ha potuto ritrovare e formulare non appena \u00e8 stata in grado di farlo attraverso le strutturazioni organiche (soprattutto la neocorteccia) acquisite durante il processo naturale di metabolizzazione emozionale (consistente nella fissazione degli archetipi e nella associazione e pre-rielaborazione dei percetti sensoriali-emozionali recepiti).<br \/>\nAnalogamente, una percezione emozionale &#8220;visiva&#8221;, che si manifesta attraverso onde elettromagnetiche, generate da perturbazione di campi diversi da quello sonoro, ma aventi una strutturazione logico-matematica identica ad esse. Cos\u00ec pure le percezioni emozionali dovute all&#8217;odorato e al gusto, che hanno una base chimica e una trasmissione biofisica ben precisa. Questo quindi, ripetiamo, ci sembra sia stato il meccanismo base della acquisizione della conoscenza (3, 4, 5): attraverso le percezioni emozionali, abbiamo ricevuto dall&#8217;esterno, nella nostra mente cosciente, la logica e le leggi generali di funzionamento della realt\u00e0 in cui siamo immersi; le emozioni percettibili fanno da specchio reale di essa e sono il veicolo attraverso cui l&#8217;essere vivente ha potuto, utilizzando un sistema vivo (il proprio sistema nervoso-neurale), recepire e metabolizzare realt\u00e0 astratte e &#8220;non viventi&#8221; (leggi fisiche, criteri logico-matematici da esse derivanti, etc), oltre che, naturalmente, ricevere, memorizzare, ricostruire i segnali emozionali stessi, che hanno funzionato come da &#8220;onda portante&#8221;. Nell&#8217;uomo di oggi, la sua mente, gi\u00e0 predisposta da schemi genetici ormai consolidati, &#8220;filtra&#8221; l&#8217;onda portante, ricavandone gli schemi logici che contribuiscono alla riacquisizione della sua strutturazione funzionale e razionale e, praticamente, al suo stesso funzionamento.<\/p>\n<p>Appare chiaro che, una volta strutturata razionalmente, la mente cosciente umana pu\u00f2 agevolmente &#8220;riesprimere&#8221; le realt\u00e0 logiche apprese dalle varie percezioni costruendo astrazioni fisico-matematiche, teorie generali, sistemi filosofici, di notevole ma non esaustivo valore; infatti essa sar\u00e0 per sempre prigioniera di questa sua logica, da cui non pu\u00f2 liberarsi che, come vedremo, con l&#8217;intervento del &#8220;pre-subconscio&#8221;, capace di imporle &#8220;nozioni&#8221; percepite altrimenti, e finalmente &#8220;alogiche&#8221;.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;essere umano attuale, constatiamo quindi che si trova in possesso non solo di un sistema di registrazione delle percezioni emozionali che gli consente reazioni istintive simili a quelle degli animali (6, 7), ma anche di una razionalit\u00e0 cosciente che gli permette ogni genere di analisi non istintiva, e che pu\u00f2 bloccare, ritardare o ampliare tali reazioni. Ci\u00f2 che \u00e8 stato dedotto quindi dagli ultimi studi di neurobiologia \u00e8 che nell&#8217;uomo la razionalit\u00e0 cosciente si \u00e8 strutturata sul suo know-how percettivo-emozionale, e non preesisteva quale realt\u00e0 a se stante, come invece molti filosofi e scienziati del passato credevano. Certamente, rimane da definire e comprendere il fenomeno della coscienza e della consapevolezza (autocoscienza) (8, 9, 10), e sar\u00e0 estremamente interessante analizzarne le cause e le ipotesi di acquisizione da parte della mente (che vedremo in seguito), anche se si \u00e8 intravisto qual&#8217;\u00e8 il meccanismo di acquisizione della razionalit\u00e0. Comunque, oggi, tale razionalit\u00e0 \u00e8 una caratteristica peculiare e autonoma della mente cosciente e consapevole di se stessa, ne condiziona lo stesso funzionamento tanto che tutta l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;uomo ne risulta marcata.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-9\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-9-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-9-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"15\" ><h3 class=\"widget-title\">4.2 &#8211; Il ruolo del subconscio<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>\u00c8 opportuno ora ampliare la nostra visuale e analizzare ci\u00f2 che viene comunemente chiamata &#8220;psiche&#8221; dell&#8217;uomo, cio\u00e8 una capacit\u00e0 globale di autopercezione che va al di l\u00e0 del razionale cosciente.<br \/>\nIn effetti, \u00e8 stata individuata ed esiste nell&#8217;uomo una &#8220;attivit\u00e0 psichica&#8221; non conscia, che la mente pu\u00f2 ignorare: non siamo sempre consapevoli della nostra attivit\u00e0 psichica; infatti, emozioni, immagini, pensieri vengono memorizzati in rappresentazioni disposizionali, come dicevamo, ma non necessariamente questo processo \u00e8 sempre coscientemente controllato, e spesso avviene in modo automatico e non cosciente (1, 2, 3). La psicanalisi sostiene che una parte della attivit\u00e0 psichica non cosciente pu\u00f2 essere riportata alla coscienza della mente; questa parte viene detta &#8220;attivit\u00e0 preconscia&#8221; e il luogo di svolgimento viene detto subconscio.<br \/>\nNon prenderemo in considerazione il cosidetto &#8220;inconscio&#8221;, l&#8217;altra parte della attivit\u00e0 psichica non cosciente, ove albergherebbero paure, emozioni non volute, frammenti di vita che la mente razionale ha patologicamente rimosso (quasi avesse &#8220;tagliato&#8221; i neuroni afferenti le relative rappresentazioni disposizionali !); secondo la psicanalisi, l&#8217; &#8220;inconscio&#8221; pu\u00f2 raffiorare solo in speciali sedute di analisi, e con l&#8217;uso dell&#8217;ipnotismo da parte dello psicanalista. Non \u00e8 questo il caso delle creazioni artistiche volontarie, in cui semmai occorre un certo grado di voluto &#8220;autoipnotismo&#8221; (sonno particolare o concentrazione profonda) e in cui si possono rivelare le &#8220;acquisizioni positive della mente inconscia&#8221;, e dove comunque non dovrebbero poter emergere le &#8220;patologie&#8221; dell&#8217;inconscio. Non \u00e8 ancora nota la sede della &#8220;mente inconscia&#8221; o subconscio: alcuni hanno ipotizzato il coinvolgimento del cervelletto, dato che esso presiede a gran parte delle attivit\u00e0 automatiche non controllabili che avvengono nel corpo umano, possiede un numero di neuroni quasi pari a quello del cervello, e pu\u00f2 essere sede autonoma di rappresentazioni disposizionali; ma al momento non sussistono prove sufficienti per poterlo affermare con certezza.<br \/>\nOra, durante una creazione artistica cosciente, la mente umana pu\u00f2 controllare razionalmente le emozioni, il sentimento e l&#8217;istinto (fino a mortificarne, a volte, i prodotti pi\u00f9 genuini e pi\u00f9 belli!); ma, per fortuna, non pu\u00f2 controllare la attivit\u00e0 del subconscio, valvola di sicurezza, e soprattutto sede di riappropriazione, per l&#8217;uomo, delle grandi sintesi emozionali che verranno successivamente tradotte in fatto artistico dalla mente stessa, una volta che ne sia stata resa partecipe a livello cosciente tramite i circuiti neurali a ci\u00f2 preposti.<br \/>\nIn che modo agisce il subconscio? Normalmente, rimane nascosto, dato che la mente cosciente occupa di solito tutto il campo vitale; ma ci sono momenti in cui la mente &#8220;allenta&#8221; il suo grado di coscienza (durante il sonno o durante una concentrazione profonda), ed ecco allora che il subconscio viene a galla imponendo suoi ritmi. Sicuramente esso, come abbiamo detto, ha a disposizione tutto il know-how emozionale dell&#8217;individuo (consistente nell\u2019intero patrimonio mnemonico delle acquisizioni sensoriali nonch\u00e9 delle relative percezioni emozionali), ma ne rifiuta la strutturazione razionale fattane dalla mente cosciente, per esprimersi attraverso &#8220;folgorazioni globali&#8221; che successivamente parteciperanno tutto l&#8217;essere umano e, incredibilmente, in ultimo, anche la mente, che sembra assistere attonita e silenziosa a quanto sta avvenendo, anche se poi si prende la sua rivincita nella traduzione della &#8220;folgorazione&#8221; in fatto artistico mediante un linguaggio razionale appropriato (consistente, per noi, come vedremo in seguito, nelle &#8220;rielaborazioni razionali degli archetipi evocati&#8221;), per comunicare agli altri esseri quanto ha appreso durante la folgorazione medesima.<br \/>\nE&#8217; ipotizzabile che il subconscio utilizzi tutti i circuiti di by-pass contemporaneamente ed elabori una &#8220;sua&#8221; logica di aggregazione delle percezioni emozionali, diversa da quella che compirebbe la mente cosciente, prigioniera della propria strutturazione. La mente, in seguito, sar\u00e0 costretta ad una &#8220;razionale riespressione&#8221; di ci\u00f2 che ha percepito dal subconscio e proprio in questo processo si esplica il genio dell&#8217;artista, che mai deve ridurre o mortificare il messaggio, ma semmai ampliarlo, arricchirlo, renderlo &#8220;unico&#8221;, per mezzo delle tecnologie di espressione pi\u00f9 raffinate che egli possiede. Come abbiamo accennato, artista \u00e8 anche lo scienziato, che segue lo stesso processo quando &#8220;propone&#8221; una grande ipotesi scientifica globale, che poi verr\u00e0 strutturata mediante le &#8220;tecnologie di espressione&#8221; di tipo matematico, e successivamente, verificata razionalmente e sperimentalmente.<br \/>\nEinstein descrive in termini simili la &#8220;folgorazione&#8221; da lui avuta (4), cui \u00e8 seguita la formulazione della Teoria di Relativit\u00e0 Generale, sottoposta poi a numerose verifiche sperimentali. Allo stesso modo, Watson e molti altri. Leo Szilard, poi, sosteneva che &#8220;lo scienziato creativo ha molto in comune con l&#8217;artista e con il poeta: i processi creativi su cui si basa il progresso della scienza operano a livello del subconscio&#8221; (5), mentre Jonas Salk, analogamente, diceva che &#8220;la creativit\u00e0 poggia su un amalgama di intuizione e ragione&#8221; (6).<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-10\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-10-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-10-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"16\" ><h3 class=\"widget-title\">5.1 &#8211; Coscienza e consapevolezza di s\u00e9. La mente e la sua attivit\u00e0 razionale.<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>\u00c8 opportuno , prima di procedere, fare un p\u00f2 di chiarezza sulle pi\u00f9 alte qualit\u00e0 dell&#8217;essere umano, sulle loro interconnessioni, sul loro manifestarsi. Abbiamo parlato di cervello, di sistema nervoso, di sistemi di registrazione, richiamo, rielaborazione razionale delle percezioni sensorio-emozionali; \u00e8 necessario ora esaminare sotto quali condizioni avviene il funzionamento di tutto ci\u00f2.<br \/>\nLa coscienza \u00e8 qualit\u00e0 peculiare della mente (1, 2, 3): senza di essa \u00e8 impossibile concepire nell&#8217;uomo l&#8217;esistenza di una attivit\u00e0 di pensiero; abbiamo anche detto che esiste una attivit\u00e0 psichica inconscia, che per\u00f2, sotto determinate condizioni, pu\u00f2 essere riportata a livello mentale cosciente. Chiaramente, ci\u00f2 che noi intendiamo per &#8220;mente&#8221;, non coincide col cervello, col sistema nervoso, etc, ma utilizzer\u00e0 questi &#8220;sostrati corporali&#8221; per la sua &#8220;attivit\u00e0 pensante&#8221;, per un suo funzionamento attivo autonomo volontariamente scelto e determinato (libero arbitrio) che presuppone, appunto, un atteggiamento cosciente.<br \/>\nNotoriamente, tre sono le caratteristiche qualitative caratterizzanti gli esseri viventi:<br \/>\n&#8211; la qualit\u00e0 percettivo-emozionale (cio\u00e8 la facolt\u00e0 di captare percezioni sensorio-emozionali)<br \/>\n&#8211; la qualit\u00e0 razionale (cio\u00e8 la facolt\u00e0 di creare aggregazioni logico-computazionali)<br \/>\n&#8211; la qualit\u00e0 cosciente (cio\u00e8 la facolt\u00e0 di sentirsi realt\u00e0 esistente)<br \/>\nNell\u2019uomo si parla comunemente di \u201cmente cosciente emozionale-razionale\u201d.<br \/>\nMa l&#8217;animale ha una &#8220;mente&#8221;? Sicuramente possiede una coscienza della realt\u00e0 in cui \u00e8 immerso e della propria esistenza, che si sforza di preservare; questo suo &#8220;livello mentale&#8221; si basa anch&#8217;esso sul funzionamento del proprio cervello e sistema nervoso, ed \u00e8 in grado di percepire, immagazzinare, richiamare emozioni, e forse embrionalmente &#8220;razionalizzarle&#8221;. Ci\u00f2 che lo distingue dall&#8217;uomo, \u00e8 il &#8220;grado&#8221; di coscienza (4), in stretto rapporto col livello mentale.<br \/>\nInfatti, il grado di coscienza posseduto sembra condizionare la completa esplicazione delle altre qualit\u00e0: \u00e8 diverso \u201cprovare una emozione\u201d (cosa possibile anche agli animali) da \u201cessere cosciente di stare provando una emozione\u201d; \u00e8 diverso \u201cavere facolt\u00e0 di computo\u201d (cosa dimostrata possibile in alcuni animali) da \u201cessere cosciente di avere facolt\u00e0 di computo\u201d e quindi sapere di poterle autonomamente sviluppare e impiegare (come nell\u2019uomo) in complesse elaborazioni di teorie scientifiche.<br \/>\nQueste \u201cdiversit\u00e0\u201d sono sicuramente correlate al \u201cgrado di coscienza\u201d posseduto.<br \/>\nNell&#8217;uomo infatti, al di l\u00e0 della generica coscienza, \u00e8 presente la &#8220;coscienza di essere cosciente&#8221;, la consapevolezza di s\u00e8, la autocoscienza; Il fatto poi che l&#8217;uomo sia anche in possesso di facolt\u00e0 di percezione non cosciente &#8211; e ne sia consapevole &#8211; amplia enormemente le sue possibilit\u00e0 di espressione, tanto da renderlo &#8220;creatore&#8221; di Arte e di Scienza.<br \/>\nCos\u00ec pure ci\u00f2 che comunemente viene detto &#8220;fantasia&#8221;, e che \u00e8 proprio dell&#8217;uomo e non dell&#8217;animale, pu\u00f2 venire associato solo col possesso di un alto grado di coscienza, dato che soltanto questo requisito pu\u00f2 attivare una libert\u00e0 di percorsi mentali (5, 6) tale da consentire rievocazioni e aggregazioni sempre diverse delle proprie rappresentazioni disposizionali; e questa \u00e8 solo la &#8220;fantasia&#8221; dovuta alla autocoscienza, dal momento che, come vedremo, l&#8217;uomo pu\u00f2 anche realizzare una &#8220;fantasia&#8221; del subconscio.<br \/>\nOra, come abbiamo detto, i meccanismi di &#8220;analisi strutturale&#8221; delle percezioni sensorio-emozionali (consistenti nella estrazione e fissazione delle parti computazionali delle medesime), pilotati dai centri cerebrali ove ha sede l&#8217;autocoscienza, hanno, durante l&#8217;evoluzione, condotto alla acquisizione di una vera e propria &#8220;attivit\u00e0 razionale autonoma&#8221; capace delle pi\u00f9 grandi manifestazioni ed estrinsecazioni di questa &#8220;razionalit\u00e0&#8221;; ad esempio, la possibilit\u00e0 di creare modelli teorico-matematici dell&#8217;universo, per tentarne una spiegazione e predirne certe sue evoluzioni, appartiene solo all&#8217;uomo e non agli animali, e sicuramente \u00e8 in relazione con l&#8217;alto &#8220;grado di coscienza&#8221; da lui posseduto. Ed \u00e8 inoltre straordinario anche che l&#8217;uomo possa &#8220;creare&#8221; (o ricevere dall&#8217;esterno?) concetti e idee che non esistono nella realt\u00e0 spazio-temporale cui appartiene, quale l&#8217;idea di &#8220;infinito&#8221; matematico (anzi, di pi\u00f9 infiniti di diversi livelli) (7) cui non corrisponde assolutamente un &#8220;infinito&#8221; fisico!<br \/>\nMa vediamo un p\u00f2 pi\u00f9 in dettaglio gli effetti e i limiti della attivit\u00e0 razionale acquisita dalla mente cosciente umana nel tempo. Intanto, nel tentativo di crearsi un modello plausibile della realt\u00e0 in cui si trovava immersa, la mente (una volta in possesso degli &#8220;strumenti&#8221; opportuni, cio\u00e8 la strutturazione della corteccia cerebrale) ha cominciato a &#8220;contare&#8221; (computare) le cose; poi a realizzare algoritmi matematici e funzioni algebriche computazionali (in cui possiamo comprendere anche il calcolo probabilistico e i sistemi caotici (8), perch\u00e8 espressi con modelli matematici deterministici), applicando questi strumenti di calcolo ai propri modelli fisici; contemporaneamente ha sottoposto a severa critica logico-formale le strutture matematiche ed i relativi teoremi formulati. Ci\u00f2 ha condotto a varie considerazioni e risultati:<\/p>\n<p>1) il mondo fisico esterno (che noi identifichiamo con lo spazio-tempo cui apparteniamo e che contiene gli elementi di tutte le realt\u00e0 che percepiamo e utilizziamo) ha delle precise &#8220;leggi&#8221; cui ubbidisce; ora, nel tentativo di renderle &#8220;conoscibili&#8221; e utilizzabili (cercando di prevedere i comportamenti delle varie realt\u00e0 e di assoggettarle quindi alla nostra volont\u00e0), la mente razionale ha elaborato delle descrizioni &#8220;computazionali&#8221; (9) di tali realt\u00e0 fisiche sotto forma di &#8220;leggi matematiche della fisica&#8221;: ma le &#8220;leggi matematiche della fisica&#8221;, cos\u00ec comode e razionalmente comprensibili, coincidono veramente con le leggi fisiche reali? In effetti, noi vediamo che la Fisica Teorica \u00e8 sempre alla ricerca di modelli pi\u00f9 aderenti e pi\u00f9 completi, quasi che la nostra descrizione matematica fosse incapace di essere &#8220;definitiva&#8221;;<\/p>\n<p>2) le strutture matematiche ed i teoremi formulati sono stati &#8220;messi alle corde&#8221; dalla critica logico-formale sviluppatasi dopo il 1930; intanto, si \u00e8 visto che esisteva anche una serie di problemi matematici &#8220;non computazionali&#8221; (10, 11) (ad esempio: il decimo problema di Hilbert sulle equazioni diofantee, le cui soluzioni di recente sono state dimostrate non sistematicamente ottenibili con algoritmi matematici computazionali n\u00e8 con programmi di calcolo elettronico; il problema &#8211; computazionalmente insolubile &#8211; della &#8220;tassellatura&#8221; (12, 13), cio\u00e8 della ricerca algoritmica di forme geometriche definite, in grado di coprire un piano euclideo senza lasciarvi vuoti; l&#8217;impossibilit\u00e0 di calcolare la radice quadrata dei numeri negativi). Poi, il Teorema di Godel (14), che dimostra inconfutabilmente che le verit\u00e0 matematiche non possono essere accertate con algoritmi conoscibilmente validi: nessuna procedura algoritmica pu\u00f2 decidere sulla verit\u00e0 o meno di tutte le proposizioni o enunciati della matematica.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-11\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-11-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-11-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"17\" ><h3 class=\"widget-title\">5.2 &#8211; Il non computazionale nella mente e nell&#8217;ambiente esterno<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>La presenza del &#8220;non computazionale&#8221;, che la mente pu\u00f2 constatare (1, 2) ma non &#8220;comprendere&#8221; (perch\u00e9 non razionalmente descrivibile a mezzo algoritmo matematico), nonch\u00e9 la critica definitiva del &#8220;computazionale&#8221; insita nel Teorema di Godel, stabiliscono i limiti della qualit\u00e0 razionale della mente umana.<br \/>\nOra, ogni percezione sensorio-emozionale, che raggiunga la mente cosciente o il subconscio dall&#8217;interno o dall&#8217;esterno del corpo, ha sicuramente caratteristiche anche computazionali (su di esse si \u00e8 strutturata la &#8220;razionalit\u00e0&#8221;!), ma non soltanto: e la parte &#8220;non computazionale&#8221; di tali percezioni non pu\u00f2 che essere &#8220;compresa&#8221; direttamente dal livello cosciente e subconscio della mente, dal momento che non lo pu\u00f2 dal livello razionale. Per quale ragione le percezioni emozionali sono fondamentalmente \u201cnon computazionali\u201d? Perch\u00e9 non seguono la Legge di causa ad effetto: una unica causa di emozione viene recepita dai singoli in modo completamente diverso, producendo \u201ceffetti\u201d diversi, e violando cos\u00ec la suddetta legge computazionale. Inoltre, vedremo presto anche come gli archetipi sensorio-emozionali, sia pur strutturati anche computazionalmente, contengano elementi assimilabili solo da qualit\u00e0 mentali coscienti e subconscie, a causa del potenziale riflesso psicologico acquisibile.<br \/>\nE&#8217; da tener presente, peraltro, che il &#8220;non computazionale&#8221; non \u00e8 soltanto un deficit della mente razionale umana legato ad una dimostrata impossibilit\u00e0 di trovare soluzioni definitive a questioni da essa stessa sollevate e in essa analizzate, quali i problemi della Fisica Teorica, o certi problemi matematico-geometrici (equazioni diofantee, &#8220;tassellatura&#8221;, etc), n\u00e8 \u00e8 presente soltanto nelle acquisizioni percettivo-emozionali, che in fondo restano sempre legate alla struttura vivente-cosciente dell&#8217;essere umano: il &#8220;non computazionale&#8221; \u00e8 una qualit\u00e0 strutturante peculiare dello spazio-tempo fisico, e preesisteva, nel nostro universo, allo stesso sorgere della vita; fenomenologie non computazionali (come ad esempio gli &#8220;stati sovrapposti&#8221; del fotone o l&#8217;effetto di coerenza quantistica su grande scala) sono alla base della strutturazione del nostro universo, e ne costituiscono forse il mistero pi\u00f9 affascinante.<br \/>\nE\u2019 anche da tener presente che i fenomeni non computazionali sono sempre generalmente legati ad una violazione del \u201cPrincipio di causa ad effetto\u201d, cosa impossibile a concepire per i fenomeni computazionali e le leggi fisico-matematiche che li interpretano; la moderna Fisica Quantistica ha messo in luce straordinarie esperienze in cui si dimostra chiaramente che in esse non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un rapporto diretto tra causa ed effetto, e che talvolta (e non solo la prima volta, come nell\u2019ipotizzato big-bang fisico) la materia pu\u00f2 scaturire dal nulla: un \u201ceffetto\u201d senza causa diretta! Ovviamente, queste esperienze, anche quando galileianamente riproducibili, non possono essere sorrette ed interpretate mediante teorie matematico-fisiche computazionali elaborabili con la mente razionale.<br \/>\nTornando alla mente razionale umana, \u00e8 da tener presente che essa, nel tentativo di aumentare le proprie capacit\u00e0 (e sopratutto la sua velocit\u00e0) di computo, ha da tempo creato delle macchine, prima di tipo meccanico, e poi elettrico (i cosiddetti &#8220;calcolatori elettronici&#8221;), in grado oggi di fare cose straordinarie, fino a gestire veri e propri robot che possono sostituire e integrare in maniera stupefacente le funzioni manuali e certe funzioni intelligenti dell&#8217;uomo; si \u00e8 cos\u00ec parlato di &#8220;intelligenza artificiale&#8221;, quasi fosse possibile trasferire ai robot le qualit\u00e0 intellettive umane: ma neppure la famosa &#8220;macchina di Turing&#8221; (3) (un calcolatore ideale in grado di eseguire con velocit\u00e0 infinita un numero di operazioni computazionali illimitate) pu\u00f2 evidentemente affrontare e trattare il &#8220;non computazionale&#8221;, che \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 particolare delle percezioni emozionali della mente cosciente. Queste debbono perci\u00f2 essere, prima che metabolizzate dalla parte razionale della mente cosciente, acquisite o mediante una fase autocosciente (coscienza del s\u00e8 che sta percependo stimoli sensorio-emozionali) o mediante una fase automatica (subconscio), ma in ogni caso ambedue realizzate tramite &#8220;strumenti&#8221; cerebrali (in grado di &#8220;alloggiare&#8221;, &#8220;contenere&#8221;, &#8220;far funzionare&#8221; sia la coscienza che il subconscio), messi in condizione comunque di riflettere il loro percepire sensorio-emozionale sui circuiti neurali preposti a creare rappresentazioni disposizionali permanenti, che ne consentano la memorizzazione e, in seguito, il richiamo.<br \/>\nVedremo poi che questi &#8220;strumenti&#8221; sono attivi nel cerebrum e nel cerebellum.<br \/>\nComunque, l&#8217;equivoco sulla intelligenza artificiale dei calcolatori elettronici continua ancora:<br \/>\nquando, nel software dei computers, oltre ai normali procedimenti di calcolo detti &#8220;top-down&#8221; (costituiti da sistemi di algoritmi definiti e immutabili, sorretti da una logica univoca), sono stati introdotti i procedimenti di calcolo detti &#8220;bottom-up&#8221; (4) (costituiti da un accumulo di conoscenze computazionali, da scegliere e utilizzare in alternativa per la soluzione di un problema, affiancate da metodi logici di scelta condizionati da input sperimentali via via ricevuti durante lo svolgimento del procedimento, e finalizzati alla ottimizzazione delle prestazioni di calcolo, in forma solitamente sempre variabile), si \u00e8 creduto di aver individuato e simulato definitivamente la &#8220;qualit\u00e0 intelligente&#8221; della mente razionale umana, e si \u00e8 pensato quindi di poterla trasferire su calcolatori e robot; ci\u00f2 \u00e8 stato avvalorato dalla introduzione, nella circuitistica elettronica, del cosidetto &#8220;sistema a reti neurali artificiali&#8221;, che simula la struttura dei neuroni del sistema nervoso umano, ove sono stati posti dei transistori al posto delle sinapsi.<br \/>\nMa ovviamente, anche nel procedimento &#8220;bottom-up&#8221;, a parte i metodi &#8220;liberi&#8221; (ma condizionati ad una ottimizzazione di funzioni!) di scelta, le conoscenze memorizzate rimangono assolutamente &#8220;computazionali&#8221;, e non sfuggono a questa &#8220;maledizione&#8221;: perci\u00f2 non potr\u00e0 esistere un computer che sostituisca l&#8217;uomo, perch\u00e9 nessun robot potr\u00e0 mai costruire da s\u00e9 un altro robot avente caratteristiche di funzionamento logico superiori a se stesso, ma al massimo solo clonarsi; mentre l&#8217;uomo autocosciente (e non computazionale) pu\u00f2, se lo vuole, realizzare dei computer-robot applicando logiche sempre diverse e sempre superiori.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-12\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-12-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-12-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"18\" ><h3 class=\"widget-title\">5.3 &#8211; Attivit\u00e0 psichica globale (mente cosciente e inconscia) \u2013 Luoghi di svolgimento<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Dicevamo che le percezioni sensorio-emozionali sono realt\u00e0 fondamentalmente &#8220;non computazionali&#8221;, anche se con strutturazione &#8220;computazionale&#8221;: \u00e8 necessario ora analizzare se, dove, e come, nel cervello umano, sussiste la possibilit\u00e0 di &#8220;captare il non computazionale\u201d. Se troveremo il luogo preposto a tale funzione (individuandone i meccanismi di attuazione), esso, con grandissima probabilit\u00e0, sar\u00e0 lo stesso ove appare, si manifesta, vive e si esprime la qualit\u00e0 cosciente della mente fino al livello della consapevolezza, nonch\u00e9 la qualit\u00e0 inconscia, proprie dell&#8217;uomo sapiens sapiens.<br \/>\nFaremo nostra una ipotesi formulata da Roger Penrose (1), che riprende e organizza cognizioni e posizioni di numerosi fisici, biofisici e biologi.<br \/>\nNel settore scientifico, dopo la formulazione della Teoria di Relativit\u00e0 Generale, che interpreta globalmente il nostro spazio-tempo e fornisce numerose spiegazioni e previsioni circa la costituzione dell&#8217;Universo in cui viviamo, \u00e8 stata la volta della Fisica Quantistica, le cui leggi e ipotesi principali sono derivate dalla necessit\u00e0 di interpretare fatti sperimentali connessi con la struttura fine della materia (ad esempio, la diffrazione degli elettroni, gli effetti di propagazione dei campi mediante i &#8220;quanti&#8221;, la possibilit\u00e0 dell&#8217;esistenza di &#8220;stati sovrapposti&#8221; per il medesimo fotone, l&#8217;effetto di &#8220;coerenza quantistica&#8221; (*) che porta alla emissione &#8220;laser&#8221;, etc). Ora, mentre parte delle teorie relative a determinate fenomenologie fisiche sono state descritte con leggi matematiche perfettamente computazionali (Relativit\u00e0, Equazione di Schroedinger), altre fenomenologie sono invece, come dicevamo, assolutamente &#8220;non computazionali&#8221; (gli &#8220;stati sovrapposti&#8221; del fotone, l&#8217;effetto di coerenza quantistica su grande scala); ebbene, se noi individuiamo, nel cervello umano, delle &#8220;zone particolari&#8221; ove pu\u00f2 avvenire un fenomeno non computazionale, abbiamo una forte probabilit\u00e0 di avere centrato un possibile &#8220;luogo di percezione&#8221; delle acquisizioni emozionali, e quindi la tanto cercata sede della coscienza (2, 3).<\/p>\n<p>Ed ecco l&#8217;ipotesi Penrose: gli stessi neuroni, che con la loro struttura interconnessa di dendriti e sinapsi sono delegati alla registrazione delle percezioni sensorio-emozionali e al loro richiamo, hanno, nella struttura fine che costituisce il loro interno, la possibilit\u00e0 di alloggiare eventi &#8220;non computazionali&#8221;; infatti, l&#8217;assieme di microtubuli formanti i citoscheletri dei neuroni possono, se interconnessi su grande scala (l&#8217;intero cerebrum), dar luogo a fenomeni di coerenza quantistica (&#8220;non computazionali&#8221;, come abbiamo detto). Questi fenomeni sono possibili per la stessa struttura del microtubulo, che, oltre a consentire la possibilit\u00e0 di interconnettersi, si presenta tale da poter effettuare un sufficiente &#8220;isolamento&#8221; dall&#8217;ambiente esterno, necessario per evitare ogni interazione che potrebbe perturbare e distruggere lo stato correlato coerente realizzato all&#8217;interno dei microtubuli (che si pensa dovuto ad una oscillazione quantistica delle molecole di acqua &#8220;ordinata&#8221;, occupanti<br \/>\nl&#8217;interno dei microtubuli medesimi). Non solo, ma secondo il recentissimo modello Penrose-Hameroff, le proteine (dette \u201ctubuline\u201d) costituenti i microtubuli, che normalmente hanno due conformazioni (alfa e beta) stabili, potrebbero talvolta presentare un unico \u201cstato sovrapposto\u201d alfa-beta non computazionale: i fenomeni di passaggio da stati pre-subconsci a stati coscienti sarebbero connessi con la transizione (la riduzione) da \u201cstato sovrapposto\u201d alfa-beta a stati stabili alfa e beta. Sono attualmente in corso esperienze scientifiche per provare tale ipotesi.<br \/>\nComunque, \u00e8 molto importante che il fenomeno di coerenza quantistica sia su grande scala, abbracci cio\u00e8 un intero cerebrum di proporzioni notevoli, quasi esistesse una &#8220;massa critica coerente&#8221; cui associare la comparsa del livello autocosciente completo (4): se cos\u00ec non fosse, anche gli animali potrebbero conseguirlo, mentre invece essi presentano solo una generica coscienza della propria esistenza e della realt\u00e0; solo negli elefanti e negli oranghi (che posseggono una notevole massa cerebrale) sembra presente un certo livello di coscienza di s\u00e8 (e anche di fantasia), come dimostrano varie esperienze effettuate.<br \/>\nLa prova della validit\u00e0 delle ipotesi Penrose la potremo avere quando sar\u00e0 possibile eseguire esperienze e misurazioni di coerenza quantistica all&#8217;interno dei microtubuli (**). Comunque, una interessante prova indiretta c&#8217;\u00e8 gi\u00e0, ed \u00e8 data dal modo comunemente impiegato per interrompere la coscienza: l&#8217;utilizzo degli anestetici generali. Queste sostanze chimiche (come, ad esempio, il cloroformio, l&#8217;alotano, l&#8217;etere etilico, l&#8217;isofluorano, il protossido d&#8217;azoto, lo xenon, etc) sono un gran numero, non hanno alcuna affinit\u00e0 chimica tra di loro, e sono morfologicamente completamente diverse l&#8217;una dall&#8217;altra, quasi che l&#8217;effetto puramente &#8220;chimico&#8221; non avesse alcuna influenza sul provocare &#8220;perdita di coscienza&#8221;; non resterebbe che ipotizzare una interferenza &#8220;fisica&#8221; (la forza di van der Waals (5), cio\u00e8 una attrazione tra molecole in possesso di &#8220;momento di dipolo elettrico&#8221;) che potrebbe modificare (mediante commutazione) la configurazione dei dimeri di tubulina, con scomparsa dello stato correlato coerente alfa-beta, provocando cos\u00ec una temporanea alterazione nella interconnessione dei microtubuli, e quindi la perdita della conoscenza.<br \/>\nNaturalmente, il fenomeno di coerenza quantistica pu\u00f2 interessare anche i luoghi cerebrali ove avviene l\u2019acquisizione percettivo-emozionale non cosciente, attivando, nella nostra ipotesi, il subconscio: se \u00e8 cos\u00ec, le sostanze anestetiche potrebbero interrompere temporaneamente anche il circuito di acquisizione emozionale inconscio, dal momento che il meccanismo di interruzione \u00e8 a livello dei microtubuli, e le sostanze non discriminano evidentemente i microtubuli che sottendono la percezione conscia da quella inconscia. Certamente, anche nei casi di soggetti in anestesia totale, non possiamo escludere che esista una acquisizione di elementi di realt\u00e0 circostanti da parte dell&#8217;individuo, dal momento che restano attivi i &#8220;sensori corporei&#8221; (udito, vista, etc) connessi con le zone neuroniche esterne e con i circuiti in grado di memorizzare impulsi in maniera automatica: per\u00f2, la assenza di acquisizione percettivo-emozionale globale conscia e inconscia dovrebbe relegare queste acquisizioni automatiche ad un ruolo quasi &#8220;fotografico&#8221;, e la successiva intera riacquisizione delle capacit\u00e0 psichiche dovrebbe consentire la percezione e la descrizione di queste acquisizioni anomale come &#8220;momenti staccati&#8221; e indipendenti dal &#8220;continuum&#8221; vitale ed emozionale dell&#8217;individuo.<br \/>\nDicevamo infine che la parte esterna del microtubulo presenta capacit\u00e0 di elaborazione computazionale, che sono necessarie per la metabolizzazione delle percezioni\/emozioni a livello razionale, sia conscio che inconscio: con ogni probabilit\u00e0, in questa sede avviene il processo di analisi delle percezioni e di estrazione delle parti razionalizzabili, che vengono poi trasmesse ai particolari circuiti neurali della neocorteccia sinistra cerebrale, preposti alla realizzazione di rappresentazioni disposizionali di carattere logico-matematico-filosofico-sintetico, mentre le parti non razionalizzabili e &#8220;non computazionali&#8221; delle percezioni emozionali vengono avviate direttamente ai circuiti neurali connessi con la neocorteccia destra, preposti alla realizzazione di rappresentazioni disposizionali di carattere autonomo-creativo-artistico-analitico.<br \/>\nConcludendo questa parte dedicata ai meccanismi mentali, ribadiamo che solo la psiche umana, provvista di mente contemporaneamente razionale e autocosciente (conscia e inconscia) pu\u00f2 comprendere e accettare sia il computabile che il non computabile; infatti se le qualit\u00e0 della razionalit\u00e0 si sono sviluppate sulle parti &#8220;computabili&#8221; (cio\u00e8 descrivibili con linguaggio algoritmico e col calcolo matematico) delle percezioni emozionali, appare chiaro che questa razionalit\u00e0 non pu\u00f2 &#8220;comprendere&#8221; n\u00e8 &#8220;contenere&#8221; il non computabile, che si presenta come una sorta di &#8220;presenza irrazionale&#8221;; ma dato che il &#8220;non computabile&#8221; esiste ed \u00e8 accettato dalla mente dell&#8217;uomo, esso non pu\u00f2 che essere associato alla qualit\u00e0 della coscienza e del subconscio, che affiancano la qualit\u00e0 della razionalit\u00e0 nella articolata composizione della psiche umana. Ricordiamoci che la coscienza e il subconscio accettano l&#8217;intuizione alogica, a-razionale, nel normale susseguirsi delle vicende della vita dell&#8217;uomo, per cui ogni conoscenza umana non pu\u00f2 che vedere unito il pi\u00f9 alto livello di coscienza (la consapevolezza di s\u00e8) ai meccanismi mentali razionali (computazionali) e a-razionali (non computazionali) . Nella nostra ipotesi, il subconscio giuoca un ruolo fondamentale, dato che abbiamo constatato che la grande ispirazione artistica e scientifica ha origine inconscia, e viene portata a livello cosciente solo dopo che la &#8220;folgorazione&#8221; (un evento globale, contenente fin dall&#8217;inizio i semi di una strutturazione razionale inconscia) \u00e8 avvenuta; nella sede del subconscio, ovunque essa sia, avviene (attivazione di coerenza quantistica?) la folgorazione, che -ricordiamo- pu\u00f2 realizzarsi solo se preceduta da giorni mesi anni di meditazione cosciente sul tema prediletto: in qual modo una meditazione cosciente, fatta forse soltanto nelle zone del cerebrum sedi della coscienza, inferisca sulla &#8220;folgorazione&#8221; (che invece avverrebbe nelle sedi del subconscio), e come quest&#8217;ultima possa affiorare a livello cosciente, \u00e8 ancora ignoto, anche se \u00e8 ipotizzabile l&#8217;esistenza di speciali circuiti neurali di interconnessione attivabili sotto determinate condizioni.<br \/>\nUn&#8217;ultima osservazione a proposito dello stato di &#8220;coerenza quantistica su grande scala&#8221; che potrebbe essere alla base di fenomeni coscienti e inconsci: se e quando la coerenza quantistica interessasse solo le aree cerebrali sede del subconscio\/inconscio, ci\u00f2 potrebbe costituire base scientifica per lo studio dei fenomeni cosiddetti &#8220;medianici&#8221;; inoltre, \u00e8 stata recentemente accertata (6) la possibilit\u00e0 di trasmissione a distanza di stati correlati coerenti, anche se necessiteranno molte esperienze per convalidare definitivamente il fenomeno. Se questo trovasse conferma, avremmo una base fisiologico-fisica per trattare fenomeni di correlazione a distanza degli effetti di coerenza quantistica su grande scala; in altre parole, non su uno solo, ma su pi\u00f9 cervelli potrebbe simultaneamente attivarsi l&#8217;effetto di coerenza quantistica, e ci\u00f2 potrebbe costituire una base scientifica (***) si tratterebbe di definire la propagazione di un &#8220;campo dello spazio-tempo cosciente&#8221; e associarvi un tensore <strong>C i,k<\/strong> &#8220;densit\u00e0 di coscienza&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-13\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-13-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-13-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"19\" ><h3 class=\"widget-title\">5.4 &#8211; Le conferme della psicanalisi<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Gli ultimi sviluppi della psicanalisi offrono una clamorosa conferma dell&#8217;esistenza di una &#8220;doppia logica&#8221; nella struttura della psiche e quindi dell&#8217;universo cui appartiene (che, come abbiamo visto, presenta caratteristiche contemporaneamente computazionali e non computazionali). Ci riferiamo agli studi del grande psicanalista Ignazio Matte Blanco, che \u00e8 riuscito, dopo l&#8217;analisi di migliaia di pazienti, a formulare le leggi dell&#8217;inconscio e le sue relazioni con la coscienza, e a ritrovarvi le caratteristiche su accennate.<br \/>\nMa prima di affrontare la questione, dobbiamo dire due parole sulla psicanalisi prima di Ignazio Matte Blanco. Da Freud fino a Melanie Klein la psicanalisi \u00e8 stata fortemente influenzata dalla psicologia e quasi per niente dalla neurofisiologia, come se la psiche di ciascun uomo fosse una realt\u00e0 a se stante, una &#8220;emergenza&#8221; non collegata col suo cervello. La scienza ci dice invece che qualunque realt\u00e0 mentale, indipendentemente dalle tendenze materialistiche o spiritualiste di ciascuno di noi, non pu\u00f2 non essere ferreamente ancorata al corpo fisico, finch\u00e8 questo \u00e8 vivo. Per cui, qualunque patologia neurotica o psicotica deve avere un corrispettivo fisico, cerebrale, e deve necessariamente interessare le aree neuroniche ove sono racchiuse le rappresentazioni disposizionali che dai primi archetipi emozionali e dalle prime rielaborazioni mentali (derivati ambedue da stilemi ritmo-sonici), fino alle ultime percezioni sensorio-emozionali ricevute, raccolgono le vicende di tutta la vita. Anzi, dovremo necessariamente ammettere che \u00e8 proprio la perturbazione di queste aree neuroniche, dovuta a traumi pregressi o attuali, la causa ultima di varie patologie. Nelle persone &#8220;normali&#8221;, i meccanismi di acquisizione, rielaborazione, richiamo di emozioni, sono svolti sotto il controllo delle sinapsi, che ordinano le singole esperienze sensorio-emozionali e consentono la necessaria intersecazione e connessione dei vari circuiti neuronici atta al loro richiamo a livello cosciente o al loro automatico inserimento nel livello subconscio. In caso di patologia, evidentemente, questo controllo cessa o si riduce, permettendo anomali e non volontari &#8220;travasi&#8221; di percezioni emozionali tra i livelli conscio e subconscio (anzi, dovremmo cominciare a parlare di &#8220;inconscio&#8221;!). Certamente, \u00e8 difficile stabilire univocamente se l&#8217;inizio della patologia \u00e8 in un danno neurofisiologico o se un &#8220;conflitto&#8221; all&#8217;interno della psiche possa causare esso stesso il danno e solo immediatamente dopo riflettersi neurofisiologicamente; in ogni caso, \u00e8 assolutamente certo che un riscontro a livello neurofisiologico deve necessariamente sussistere.<br \/>\nMa vediamo il pensiero di Matte Blanco(1,2). Intanto, egli definisce &#8220;modi d&#8217;essere della psiche&#8221; il conscio (o coscienza), il preconscio, il subconscio, l&#8217;inconscio affiorante, l&#8217;inconscio profondo: la psiche pu\u00f2 partecipare alternativamente dell&#8217;uno o dell&#8217;altro modo a seconda delle situazioni in cui si trova; in ogni caso, egli afferma che le realt\u00e0 (emozionali e razionali) contenute nei vari modi d&#8217;essere possono riversarsi a ritroso dall&#8217;ultimo modo al primo, quando &#8211; durante gli stati psicotici &#8211; vengano meno le &#8220;resistenze interne&#8221;, le &#8220;barriere&#8221; (sinaptiche, per noi). Inoltre, egli dice che la psiche, che si riflette nella mente umana, segue sempre una BI-LOGICA, costituita contemporaneamente da una &#8220;logica ASIMMETRICA&#8221; e da una &#8220;logica SIMMETRICA&#8221;. La mente umana, quando sviluppa un pensiero razionale a livello conscio, segue la logica asimmetrica, costituita:<br \/>\n&#8211; dal sillogismo logico (logica formale aristotelica)<br \/>\n&#8211; dalla legge di causa ad effetto<br \/>\n&#8211; dal concetto di &#8220;maggiore&#8221; o &#8220;minore&#8221;<br \/>\n&#8211; dal binomio antinomico vero-falso, etc.<br \/>\n&#8211; dalla &#8220;divisione&#8221; della realt\u00e0 in parti comprensibili e analizzabili.<br \/>\nQuando invece partecipa, con la psiche, del modo di essere inconscio, essa rifiuta tutto questo, non segue sillogismi che facciano derivare qualcosa da qualcos&#8217;altro o che implichino divisione o differenza, e segue la logica simmetrica, che consiste:<br \/>\n&#8211; nella uguaglianza (e non derivazione) dei termini di ogni sillogismo<br \/>\n&#8211; in nessuna esistenza di cause da cui derivino effetti, ma semmai, di effetti &#8220;causa delle cause&#8221; (circolarit\u00e0)<br \/>\n&#8211; niente &#8220;maggiore&#8221; e &#8220;minore&#8221;: se A &gt; B, contemporaneamente B &gt; A<br \/>\n&#8211; niente antinomia vero-falso.<br \/>\n&#8211; in nessuna divisione razionale della realt\u00e0 in parti, ma ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;parte di un tutto&#8221; \u00e8 contemporaneamente &#8220;tutto di una parte&#8221;, cio\u00e8 &#8220;parte&#8221; e &#8220;tutto&#8221; coincidono nella cosiddetta &#8220;totalit\u00e0 indivisibile&#8221;.<br \/>\nLa psiche, quindi, in tutti i suoi modi d&#8217;essere, segue la bi-logica (asimmetrica e simmetrica).<br \/>\nOra, sempre secondo Matte Blanco, la modalit\u00e0 precipua del manifestarsi delle patologie dell&#8217;inconscio \u00e8 quella della &#8220;generalizzazione&#8221;, per cui si passa alla coincidenza delle &#8220;parti&#8221; (costituite da singoli sottoinsiemi di realt\u00e0 razionali ed emozionali ivi contenute) con il &#8220;tutto&#8221; (o totalit\u00e0 indivisibile, costituita dalla fusione in un unico blocco di ogni punto-evento spaziotemporale vissuto dalla psiche) attraverso classi di insiemi via via pi\u00f9 generali, che tendono a divenire (proprio mediante il principio di generalizzazione) come quelli definiti in matematica da Dedekind, INSIEMI INFINITI.<br \/>\nNaturalmente, ciascuno dei &#8220;modi d&#8217;essere&#8221; della psiche fruisce della bi-logica, anche se con differenti rapporti di asimmetrico\/simmetrico: praticamente si va dalla &#8220;zero simmetria&#8221; del conscio (o coscienza) quando \u00e8 pervaso dal pensiero razionale, alla &#8220;zero asimmetria&#8221; dell&#8217;inconscio profondo quando non analizzato razionalmente. Certo, non sempre il conscio \u00e8 necessariamente legato al pensiero razionale: \u00e8 sicuramente possibile aver coscienza di realt\u00e0 non razionali, non computazionali, che possono essere analizzate e descritte (ma non razionalmente interpretate e spiegate!) per cui, talvolta, si pu\u00f2 avere parziale &#8220;simmetria&#8221; anche nel conscio. Come pure, sussiste la possibilit\u00e0 &#8211; come abbiamo visto &#8211; di analisi razionale dell&#8217;inconscio profondo mediante il principio di generalizzazione (insiemi infiniti), al limite del computazionale, con introduzione di parziale asimmetria.<br \/>\nSempre secondo Matte Blanco, quando la generalizzazione delle classi realizza la condizione di &#8220;infinit\u00e0&#8221; degli insiemi, si ha nella mente il contatto supremo tra logica asimmetrica e logica simmetrica.<br \/>\nTornando al nostro pensiero, lo straordinario di Matte Blanco (e della maggioranza degli psicanalisti odierni, che ne seguono le linee) \u00e8 che abbia ritrovato sperimentalmente nei modi d&#8217;essere della psiche l&#8217;esistenza di una bi-logica, di una doppia logica, la asimmetrica (che per noi \u00e8 la logica razionale, computazionale) e la simmetrica (equivalente per noi alla logica del non computazionale, a-razionale). Addirittura, la logica simmetrica da lui enunciata ha una singolare affinit\u00e0 con la legge di &#8220;non localit\u00e0&#8221; spazio-temporale(*), appartenente alla fisica quantistica, legge che definisce e descrive (ma non interpreta razionalmente, cosa impossibile) il comportamento dei quanti, di certe propriet\u00e0 delle particelle elementari, di certe propriet\u00e0 della materia stessa (elettroni, ma anche intere parti delle molecole, quando entrano nel cosiddetto &#8220;stato correlato coerente&#8221;). La legge di &#8220;non localit\u00e0&#8221; (3) \u00e8 alla base dell&#8217;universo non computazionale.<br \/>\nNaturalmente, per noi, nessuna meraviglia. Se il nostro universo ha una doppia compresente strutturazione (sia razionale-computazionale, che a-razionale-non computazionale) \u00e8 evidente che tutte le realt\u00e0 che lo partecipano (e quindi anche ogni cellula, ogni formazione nervosa, ogni neurone, ogni attivit\u00e0 sinaptica etc) dovranno possedere tale doppia strutturazione, con tutte le possibili interferenze e inferenze tra l&#8217;una e l&#8217;altra. Per questo, dato che ogni &#8220;pulsione&#8221; psichica deve avere un &#8220;corrispettivo&#8221; a livello neurofisiologico, la doppia strutturazione si riflette automaticamente su tutte le &#8220;emergenze&#8221; che &#8211; quali la psiche &#8211; debbono aver sede, o almeno riferimento, nel corpo umano, nel suo cervello, nel suo sistema nervoso. Ci\u00f2 porta ad ammettere che ogni &#8220;moto&#8221; dell&#8217;inconscio debba essere in relazione con un &#8220;moto&#8221; o modificazione delle sequenze di connessione delle singole rappresentazioni disposizionali che immagazzinano le varie realt\u00e0 ivi contenute: durante un fenomeno psicotico le connessioni improvvisamente &#8220;impazziscono&#8221;, cadono le &#8220;barriere sinaptiche&#8221;, viene consentito il travaso l&#8217;una nell&#8217;altra delle rappresentazioni disposizionali finora rigidamente isolate in appositi circuiti neuronici, e tutto ci\u00f2 in maniera non computazionale, quasi si formasse un unico stato correlato coerente di parti delle molecole appartenenti ai circuiti neuronici non pi\u00f9 &#8220;isolati&#8221;. Certo, tutto deve essere reversibile: al cessare del fenomeno psicotico, dovrebbe tornare la normalit\u00e0. Ma durante il fenomeno, se avviene, come pensa Matte Blanco, la &#8220;generalizzazione&#8221; delle classi di insiemi e il formarsi di &#8220;insiemi infiniti&#8221;, questa deve necessariamente applicarsi a classi di sottoinsiemi di rappresentazioni disposizionali neuroniche, che, anche se in numero finito, possono tendere asintoticamente a valori infiniti aggregandosi &#8211; in maniera non computazionale &#8211; in insiemi sempre diversi e sempre variabili, fino a quella che, come abbiamo visto, Matte Blanco chiama &#8220;totalit\u00e0 indivisibile&#8221; realizzata soltanto dal puro modo simmetrico, ove ogni asimmetria (barriera) \u00e8 caduta. Certamente, per tornare al &#8220;contatto&#8221; tra logica asimmetrica e logica simmetrica, un numero tendente all&#8217;infinito di insiemi di elementi numericamente finiti ma sempre variabili (quali sono le rappresentazioni disposizionali ormai via via prive di &#8220;barriere&#8221;) \u00e8 sempre qualcosa di computazionale, che per\u00f2 tende al non computazionale quando si realizza la &#8220;totalit\u00e0 indivisibile&#8221; della logica puramente simmetrica.<br \/>\nOra, noi pensiamo che la psicanalisi di Matte Blanco possa gettare luce anche sui meccanismi neurofisiologici: ma sarebbe opportuno modificare l&#8217;attitudine degli psicanalisti a isolarsi dai neurofisiologi, e occorrerebbe creare una &#8220;neurofisiologia psicanalitica&#8221;, ove si potesse estendere e applicare all&#8217;esame della psiche i risultati delle metodologie di analisi cerebrale introdotte per mezzo delle moderne macchine (ad es., elettroencefalografo collegato con macchina a risonanza magnetica nucleare &#8211; EEG+NMR). Oggi, le attuali ricerche di neuro-imaging combinano tra loro pi\u00f9 metodi di indagine sui processi mentali al fine di costruire una neuroanatomia funzionale valida anche per gli esami psichici. Al termine di questa &#8220;messa a punto&#8221; della metodologia, \u00e8 ipotizzabile la possibilit\u00e0 di utilizzo di questi metodi combinati di indagine durante le stesse sedute psicanalitiche. In quella sede, si dovrebbe chiaramente constatare sullo schermo, col progredire dello stato psicotico, il fenomeno dell&#8217;allargamento delle zone cerebrali interessate, causato dalla progressiva eliminazione dell&#8217;azione delimitante della &#8220;asimmetria&#8221;, che sempre meno impedisce l&#8217;invasione generalizzata della &#8220;simmetria&#8221; tendente alla distruzione di ogni struttura.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-14\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-14-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-14-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"20\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>(*) &#8211; E&#8217; un fenomeno non razionalizzabile caratteristico delle dinamiche della meccanica quantistica, per cui azioni tra luoghi distanti &#8211; che normalmente avvengono in tempi e spazi diversi &#8211; avvengono invece nello stesso tempo e conspazialmente. Questo fenomeno \u00e8 presentato dai quanti, da protoni o altre particelle, da elettroni, da interi atomi, da parti di molecole aventi due possibili stati morfologici (ad esempio, le proteine neuroniche &#8220;tubulina alfa&#8221; e &#8220;tubulina beta&#8221;, che differiscono solo per l&#8217;orientamento spaziale di parte della molecola), i quali talvolta vengono emessi e\/o si presentano in modo correlato (&#8220;entangled&#8221;). Il modo correlato consiste in uno &#8220;stato di sovrapposizione&#8221; che attribuisce contemporaneamente, ai vari enti sopraelencati, propriet\u00e0 normalmente antagoniste, quali ad es. velocit\u00e0 in due o pi\u00f9 diverse direzioni, spin (rotazione) destrorsa e sinistrorsa, orientamenti spaziali in direzioni diverse, propriet\u00e0 corpuscolari spazialmente definite che si trasformano in onde di materia stazionarie e fluttuanti con continuit\u00e0 (elettroni nelle proprie orbite atomiche o nei circuiti superconduttori). Ci\u00f2 fu intuito (e rifiutato) dai fisici Einstein, Podolsky, Rosen (le esperienze compiute, che indicavano questo comportamento furono da allora dette &#8220;EPR&#8221;, dalle iniziali dei loro cognomi). Al contrario, Niels Bohr afferm\u00f2: &#8220;&#8230;anche se due fotoni (correlati) si trovassero su due diverse galassie, continuerebbero a rimanere pur sempre un unico ente, e l&#8217;azione compiuta su uno di essi avrebbe effetti istantanei anche sull&#8217;altro&#8230;&#8221;. La disputa termin\u00f2 nel 1982, con gli esperimenti di Alain Aspect che dimostrarono inconfutabilmente la giustezza delle suelencate propriet\u00e0 della meccanica quantistica.<br \/>\nLa legge di simmetria matteblanchiana coincide con grande evidenza con la legge di non localit\u00e0 spazio-temporale: tutte le particelle in stato correlato non vivono realt\u00e0 divise, ma formano &#8220;totalit\u00e0 indivisibili&#8221; in cui tutto e parte coincidono; lo stato correlato si manifesta improvvisamente senza alcuna causa n\u00e9 spaziale n\u00e9 temporale, in esso non si trovano elementi che diano luogo a situazioni in cui l&#8217;uno sia maggiore dell&#8217;altro, l&#8217;uno sia vero e l&#8217;altro falso, l&#8217;uno derivi dall&#8217;altro.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-gb490-69dee0ad26b00-15\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-15-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-15-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-button panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"21\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-button so-widget-sow-button-atom-857739567c6a-490\"\n\t\t\t\n\t\t><div class=\"ow-button-base ow-button-align-center\"\n>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/index.php\/la-musica-allorigine-della-conoscenza-umana\/\"\n\t\t\t\t\tclass=\"sowb-button ow-icon-placement-left ow-button-hover\" \t>\n\t\t<span>\n\t\t\t<span class=\"sow-icon-fontawesome sow-far\" data-sow-icon=\"&#xf359;\"\n\t\tstyle=\"\" \n\t\taria-hidden=\"true\"><\/span>\n\t\t\tPremessa e Introduzione\t\t<\/span>\n\t\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"pgc-gb490-69dee0ad26b00-15-1\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-gb490-69dee0ad26b00-15-1-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-button panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"22\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-button so-widget-sow-button-atom-857739567c6a-490\"\n\t\t\t\n\t\t><div class=\"ow-button-base ow-button-align-center\"\n>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/musicaeconoscenza.it\/newp\/index.php\/la-musica-allorigine-della-conoscenza-umana\/parte-2-il-percepito\/\"\n\t\t\t\t\tclass=\"sowb-button ow-icon-placement-right ow-button-hover\" \t>\n\t\t<span>\n\t\t\t<span class=\"sow-icon-fontawesome sow-far\" data-sow-icon=\"&#xf35a;\"\n\t\tstyle=\"\" \n\t\taria-hidden=\"true\"><\/span>\n\t\t\tParte 2\u00b0: Il Percepito\t\t<\/span>\n\t\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La comunicazione tra esseri umani si basa sulla esistenza di un linguaggio comune che permette lo scambio di emozioni e di concetti razionali elaborati dai singoli. 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